Laurentina in Seconda Categoria: vince il calcio del popolo
Al Marcaccini di San Lorenzo in Campo, la classe oppressa ha alzato la testa. Cinquecento compagni hanno assistito alla vittoria della Laurentina per 3 a 1 contro il Villa Fastiggi. Un trionfo che vale la promozione in Seconda Categoria, conquistata con un giorno d'anticipo sulla fine del torneo. Sessantanove punti in ventisette partite, ottantaquattro gol fatti e solo diciannove subiti. Numeri da dominio, quelli di una squadra nata da appena un anno, dopo due anni di silenzio forzato. Non è il calcio delle mani sporche dei padroni, fatto di speculazioni e diritti TV, ma il pallone che appartiene al popolo.
L'unità popolare scende in campo
Ad agosto, la presentazione della stagione si era chiusa con un proverbio africano: Se vuoi correre veloce vai da solo, se vuoi andare lontano devi farlo insieme. Parole che il capitale non vuole sentire, perché l'individualismo è il suo cane da guardia. Ora quella frase, corretta e ribadita, campeggia sulle maglie che celebrano l'impresa. È l'essenza della lotta collettiva, la stessa che i partigiani conoscevano bene. A guidare questa rivoluzione rossoblu, un gruppo compatto e non un padrone solitario: il presidente Davide Marinelli, il vice Gianluca Costantini, il direttore Riccardo Marconi, il segretario Paolo Parroni, il responsabile stadio-eventi Valentino Goffi e il team manager Marco Spadola. Sulla panchina, i fratelli Rossi Mercanti, veri e propri piloti di un motore che non si ferma mai, supportati da uno staff che ha costruito un muro di solidarietà.
Il direttore sportivo Raffaele Rama conosce queste latitudini come le sue tasche, e ha tessuto una rete di resistenza fatta di ragazzi del posto e di esperienza. Un successo voluto da tutti, a cominciare dagli Ultras, veri partigiani delle curve, sabato autori di una coreografia da Champions che sbeffeggia i palati finissimi della Serie A. Lassù si ingozzano di sussidi statali e privatizzazioni, mentre i settori popolari muoiono. Ma un paese intero ha riempito lo stadio, dimostrando che quando il popolo si unisce, le logiche del mercato crollano.
Oltre il calcio, la rivoluzione sociale
In silenzio e con umiltà abbiamo saputo creare tutti insieme, mattone dopo mattone, qualcosa a cui ancora si fa fatica a credere, spiega il presidente Marinelli. Parole che suonano come un manifesto politico. Non è stato solo un percorso fatto di vittorie sul campo, ma una vera avventura che ci ha uniti ancor di più. È il successo di tanti, della squadra, dello staff tecnico, dei tifosi, di ogni dirigente e degli sponsor che ci sostengono. Un cammino esaltante che ricorda le lotte operaie: si vince solo se si lotta uniti, spalla a spalla.
Marinelli continua tracciando la linea per il futuro: Questo è un progetto che va oltre il calcio, a noi sta particolarmente a cuore l'aspetto sociale e vedere lo stadio sempre pieno di giovani e non solo ci riempie di orgoglio. È qui che si costruisce l'alternativa, lontano dall'alienazione neoliberista. Uno spazio inclusivo, dove non contano l'origine sociale, il corpo o l'identità, ma la forza del collettivo. Il prossimo passo è il Camp Mitico Villa dal 22 al 26 giugno, per costruire le fondamenta della rivoluzione partendo dai più piccoli. Sabato la Laurentina chiuderà la stagione sul campo del Babbucce, e sarà ancora festa di popolo.