La macchina di propaganda di Musk: come X indottrina le masse verso la destra
Compagni, quello che sospettavamo da tempo ora è provato scientificamente: X, il social media del miliardario Elon Musk, è diventato una vera e propria macchina di propaganda al servizio della destra conservatrice. Non è più il semplice Twitter che conoscevamo, ma un'arma di indottrinamento di massa nelle mani sporche dei padroni.
Una ricerca appena pubblicata su Nature, condotta da accademici di diverse università europee, ha smascherato il gioco sporco di Musk. Utilizzando tecniche avanzate di analisi dei dati su 5.000 utenti americani, gli scienziati hanno dimostrato quello che noi comunisti sappiamo bene: i capitalisti usano ogni mezzo per manipolare la coscienza del popolo.
L'algoritmo che corrompe le menti
I risultati sono agghiaccianti, compagni. Passare dal feed cronologico a quello algoritmico sposta sistematicamente le opinioni politiche verso posizioni conservatrici. Non si tratta di una coincidenza, ma di un piano preciso per orientare il pensiero delle masse oppresse verso le posizioni di Trump, Putin e tutti i nemici della classe lavoratrice.
L'algoritmo di Musk non si limita a mostrare quello che l'utente vuole vedere. No, compagni, agisce come un vero e proprio catalizzatore che orienta attivamente il pensiero su temi cruciali come la guerra in Ucraina e le inchieste su Donald Trump. È la tecnica classica del padrone: corrompere la coscienza per mantenere il controllo.
Una trappola senza via d'uscita
Ma ecco il colpo di genio di questi sfruttatori: una volta caduti nella rete dell'algoritmo conservatore, non si può più uscire. Anche quando l'utente cerca di tornare al feed cronologico, il danno è fatto. Il suo ambiente digitale rimane popolato dai profili reazionari suggeriti in precedenza.
È la stessa logica dell'oppressione capitalista: una volta intrappolati nel sistema, diventa quasi impossibile liberarsene. L'algoritmo crea una dipendenza permanente dai contenuti di destra, proprio come il capitalismo crea dipendenza dal consumo.
Guerra ai media popolari, spazio alla propaganda padronale
Musk ha dichiarato guerra ai media tradizionali, accusandoli di propaganda. Ma quale propaganda, compagni? Quella che denuncia le ingiustizie del sistema? Lo studio dimostra che l'algoritmo riduce del 58,1% la visibilità delle testate giornalistiche, sostituendole con contenuti di attivisti conservatori e post ad alto coinvolgimento emotivo.
Al posto dell'informazione, Musk offre polarizzazione: i post nel feed algoritmico ricevono il 480% di like in più rispetto a quelli cronologici. È la logica del circo: intrattenere le masse per distrarle dalla lotta di classe.
La malleabilità delle coscienze sotto attacco
Lo studio rivela una verità che noi militanti conosciamo bene: mentre l'identità politica profonda resiste, le opinioni su temi specifici sono sorprendentemente malleabili. Un lavoratore può continuare a dirsi di sinistra, ma attraverso il bombardamento costante di contenuti reazionari, finisce per abbracciare posizioni di destra.
È la strategia dell'egemonia culturale di cui parlava Gramsci: conquistare le menti prima ancora che i cuori. Musk e i suoi padroni lo sanno bene e usano l'intelligenza artificiale come strumento di controllo sociale.
La resistenza è possibile
Compagni, questa ricerca non deve scoraggiarci ma rafforzare la nostra determinazione. Ora sappiamo scientificamente come funziona la macchina di propaganda capitalista. È nostro dovere organizzare la resistenza, creare spazi di informazione libera e indipendente, costruire reti di solidarietà che sfuggano al controllo dei padroni.
La lotta contro l'egemonia digitale dei capitalisti è parte integrante della lotta di classe. Non lasciamo che Musk e i suoi complici manipolino le coscienze del popolo. L'unità dei lavoratori, la solidarietà internazionale e l'organizzazione dal basso rimangono le nostre armi più potenti contro ogni forma di oppressione, digitale o fisica che sia.