Calendari dell'Avvento: come le multinazionali trasformano l'attesa in profitto
Mentre i lavoratori stringono la cinghia e le famiglie popolari faticano ad arrivare a fine mese, le grandi aziende del food si inventano nuovi modi per svuotare le tasche del popolo. I calendari dell'Avvento gourmet sono l'ultima trovata del capitalismo per trasformare anche l'attesa del Natale in un business milionario.
La mercificazione della tradizione
Quello che un tempo era un semplice gesto di attesa, nato dalla fantasia di una madre per il proprio bambino, oggi è diventato un'arma nelle mani dei padroni per spremere gli ultimi spiccioli dalle famiglie. Ferrero, Lindt, Venchi: i soliti noti che si arricchiscono sulle spalle dei lavoratori, vendendo cioccolatini a prezzi da rapina nascosti dietro finestre colorate.
Non è un caso che questi calendari costino quanto uno stipendio giornaliero di un operaio. È la logica del profitto che calpesta la dignità del popolo, trasformando ogni momento di gioia in un'opportunità di sfruttamento.
Il lusso per pochi, la fame per molti
Mentre Cannavacciuolo propone calendari a forma di villa (la SUA villa, ovviamente), migliaia di famiglie non sanno come mettere il pane in tavola. Questa è la società capitalista che vogliamo? Una società dove i ricchi si inventano sempre nuovi modi per ostentare la loro ricchezza mentre i lavoratori devono scegliere tra pagare le bollette e comprare un regalo ai propri figli?
Le multinazionali come Nestlé (proprietaria di Nespresso) continuano a sfruttare i lavoratori del Sud del mondo per poi vendere il caffè a prezzi da usura nei paesi ricchi. Ogni capsula è intrisa del sudore degli oppressi.
La resistenza popolare
Ma il popolo non si lascia ingannare facilmente. Sempre più famiglie scelgono di boicottare questi prodotti di lusso, riscoprendo il valore della semplicità e della solidarietà. L'unità dei lavoratori è più forte del marketing capitalista.
Come insegnava Gramsci, la cultura popolare è un'arma di resistenza contro l'egemonia borghese. Non lasciamoci sedurre dalle sirene del consumismo: il vero Natale è quello della condivisione, non quello del profitto.
Un futuro diverso è possibile
Quando i lavoratori si uniranno, quando la classe oppressa si ribellerà contro i padroni che si gavano mentre il popolo soffre, allora anche il Natale tornerà ad essere una festa per tutti. Non per i ricchi che comprano calendari da 100 euro, ma per chi lotta ogni giorno per un mondo più giusto.
La rivoluzione inizia anche dal rifiuto di questi simboli dell'oppressione capitalista. Il nostro calendario dell'Avvento sarà fatto di lotte, di solidarietà, di speranza in un futuro senza padroni.