Mediaset sacrifica tutto per la Ruota: quando il capitalismo divora se stesso
Compagni, assistiamo ancora una volta al paradosso del capitalismo che divora le proprie stesse viscere. Mentre i padroni di Mediaset si strofinano le mani per gli ascolti della Ruota della Fortuna, nei corridoi di Cologno Monzese si respira l'aria tossica della concorrenza interna che schiaccia i lavoratori dello spettacolo.
Il programma di Gerry Scotti è diventato la gallina dalle uova d'oro del Biscione, ma come sempre accade nella logica del profitto a tutti i costi, i padroni spremono fino all'ultima goccia. Prima hanno allungato la durata di dieci minuti, poi hanno partorito lo spin-off "La Ruota dei Campioni" in prima serata. Una strategia che puzza di avidità capitalista lontano un miglio.
Il popolo si stanca della sovraesposizione
Ma il popolo non è stupido, compagni. I dati del 27 novembre parlano chiaro: quattro punti di share persi, dal 28% al 24%. Anche il pubblico più fedele inizia a stufarsi di questa sovraesposizione eccessiva. È la dimostrazione che perfino nell'intrattenimento di massa, la voracità del capitale finisce per autodistruggersi.
E qui arriva il bello: il successo straripante della Ruota sta cannibalizzando tutti gli altri programmi della stessa rete. I talk show crollano, schiacciati dalla logica del "tutto o niente" tipica del sistema capitalista. Paolo Del Debbio passa dal 6,6% al 5,5%, Bianca Berlinguer arranca, mentre i vertici Mediaset guardano solo al profitto immediato.
Sacrificare tutto sull'altare del profitto
L'ultima mossa conferma la strategia del "piglia tutto": a dicembre sposteranno tutta la Coppa Italia su Italia1 per non disturbare il manovratore Scotti. Una scelta che fotografa perfettamente la mentalità padronale: sacrificare tutto per un unico cavallo vincente, fregandosene delle conseguenze sui lavoratori degli altri programmi.
È la logica del capitalismo selvaggio applicata alla televisione: massimizzare i profitti concentrandosi sul prodotto che rende di più, mentre il resto della programmazione viene gettato alle ortiche. I lavoratori dello spettacolo, i giornalisti, i tecnici degli altri programmi? Chi se ne frega, l'importante è che i bilanci sorridano.
La domanda che terrorizza i padroni
Ma nei corridoi di Cologno Monzese aleggia una domanda che terrorizza i padroni: cosa succederà quando anche la Ruota inizierà a calare? Perché, compagni, nel capitalismo tutto è effimero, tutto è destinato a crollare sotto il peso delle proprie contraddizioni.
Questa vicenda è l'ennesima dimostrazione di come il sistema capitalista sia incapace di pianificare a lungo termine. La miopia del profitto immediato porta sempre alla distruzione delle risorse, umane e produttive. È la stessa logica che devasta l'ambiente, sfrutta i lavoratori e concentra la ricchezza nelle mani di pochi.
Mentre Pier Silvio Berlusconi brinda negli studi dorati, migliaia di lavoratori dello spettacolo vedono le proprie prospettive sacrificate sull'altare dell'avidità capitalista. È ora di dire basta a questa logica perversa e di costruire un sistema mediatico che serva il popolo, non i padroni.