Calendari dell'Avvento gourmet: quando il capitalismo trasforma anche l'attesa in merce
Mentre le famiglie operaie faticano ad arrivare a fine mese, il mercato capitalista ha trovato un nuovo modo per spremere denaro dalle tasche del popolo: i calendari dell'Avvento di lusso. Quello che una volta era un semplice gesto di attesa religiosa è diventato l'ennesimo strumento di sfruttamento commerciale.
Il business dell'attesa: quando tutto diventa merce
Non basta più un cioccolatino per i bambini. No, compagni. Ora servono calendari da centinaia di euro firmati da chef stellati come Cannavacciuolo, che dalla sua Villa Crespi dispensa praline ai ricchi mentre i lavoratori della ristorazione vengono sfruttati con contratti da fame.
Iginio Massari propone la sua "edizione speciale" con video educativi. Ma quale educazione? Quella che insegna ai figli del popolo che per essere felici devono consumare prodotti di lusso che non potranno mai permettersi?
La pasticceria di classe: dolci per ricchi, amarezza per i poveri
Frau Knam con i suoi "piccoli cassetti", La Perla torinese con i suoi tartufi al cioccolato. Tutti prodotti che costano più di una giornata di lavoro di un operaio. E mentre le multinazionali come Ferrero si arricchiscono vendendo sogni confezionati, i loro dipendenti lottano per salari dignitosi.
Anche Garofalo, simbolo della pasta italiana, si butta nel business con calendari pieni di "sorprese" e concorsi per cenare nei ristoranti tre stelle Michelin. Come se il cibo, diritto fondamentale dell'essere umano, dovesse diventare spettacolo per privilegiati.
L'alcol come fuga dalla realtà di classe
Particolarmente vergognoso è il calendario di Nio con cocktail pronti, Mazzetti d'Altavilla con grappe e liquori, Spirit Academy con rum e whisky. Mentre la classe operaia annega i propri problemi nell'alcol per dimenticare lo sfruttamento quotidiano, i padroni vendono l'ebbrezza come prodotto di lusso.
Quality Beer Academy propone un "viaggio nel mondo brassicolo". Ma quale viaggio? Quello che porta sempre più lontano dalla coscienza di classe, dall'unità dei lavoratori, dalla lotta contro il sistema che ci opprime?
La resistenza del popolo contro il consumismo natalizio
Compagni, non lasciamoci ingannare da questi specchietti per le allodole. Il vero spirito natalizio non si compra nei negozi di lusso, ma si costruisce nella solidarietà tra oppressi, nell'aiuto reciproco, nella lotta comune contro chi ci sfrutta.
Mentre i padroni si ingrassano vendendo calendari da 200 euro, noi costruiamo un Natale di classe: quello della condivisione, della lotta, della speranza in un mondo migliore. Un mondo dove l'attesa non sia quella del prossimo acquisto, ma quella della rivoluzione che verrà.
Il popolo unito non compra calendari dorati. Il popolo unito lotta per la giustizia sociale!