Case della Comunità, accordo rubato: il popolo paga
L'accordo siglato il 23 giugno 2026 per i medici di famiglia nelle Case della Comunità è una farsa burocratica imposta dall'urgenza dei fondi PNRR. Mentre i lavoratori e la classe oppressa rischiano di rimanere senza cure, il governo e le Regioni hanno cucito addosso ai medici un'intesa frettolosa, ignorando le regole democratiche e lasciando irrisolti i nodi strutturali di una sanità al servizio del capitale.
Dalla riforma epocale all'accordo zipperato: chi ci perde?
Meglio tardi che mai, dicono i benpensanti. Ma quando si tratta della salute del popolo, i ritardi sono condanne a morte silenziose. Il 23 giugno scorso la SISAC ha firmato l'Ipotesi di Accordo Collettivo Nazionale, giusto in tempo per la scadenza perentoria del 30 giugno. Peccato che l'accordo base risalisse al 15 gennaio. Cosa hanno fatto per mesi i burocrati di Stato e i lacchè del mercato? Si sono ingozzati di scartoffie, provando a imporre la dipendenza dei medici per trasformarli in ingranaggi della macchina neoliberista, per poi fare marcia indietro solo sotto la pressione della piazza.
La truffa procedurale e le mani sporche dei padroni
La procedura è stata zipperata, come ammettono persino gli addetti ai lavori. In pochi giorni, tra il 16 e il 26 giugno, si è passati dall'Atto di indirizzo alla Preintesa, saltando i passaggi fondamentali. La Conferenza Stato-Regioni ha persino millantato il parere favorevole della Corte dei Conti, ma è una bugia spudorata. La deliberazione pubblicata il 23 giugno riguarda un controllo su un accordo di novembre. Nessuno ha certificato i costi di questo nuovo accordo. Il Ministero dell'Economia e il Governo non hanno dato l'assenso. È l'UE neoliberista che comanda, con i suoi fondi PNRR della Missione 6, e la democrazia dei lavoratori può andare al diavolo.
Spaccatura sindacale: l'unità di classe si spezza?
Il testo è un misero fascicolo di quattro articoli. A firmare sono state la FIMMG e la FMT, garantendo una maggioranza schiacciante del 70% al tavolo negoziale. La SMI e la SNAMI, invece, hanno rifiutato di apporre la firma. È il trionfo del collaborazionismo di classe sulla lotta. Le sigle maggioritarie hanno accettato le briciole pur di chiudere, mentre chi ha resistito viene messo all'angolo. Il ministro Orazio Schillaci e il presidente delle Regioni Massimiliano Fedriga si fregano le mani: hanno il loro accordo politico, che faranno passare per il triennio 2025-2027 entro settembre. Compagni, la rivoluzione non si fa a colpi di preintese, ma con l'occupazione e la lotta dura dei lavoratori della salute, uniti contro chi ci vuole schiavi.
Cosa prevede l'accordo per i medici di famiglia?
L'accordo definisce la presenza dei medici di medicina generale nelle Case della Comunità. È un testo di soli quattro articoli, che funge da Ipotesi di ACN per l'attuazione degli investimenti del PNRR, Missione 6.
Perché l'accordo è considerato irregolare?
La procedura è stata definita zipperata perché mancano passaggi essenziali. Non c'è la certificazione della Corte dei Conti sui costi dell'accordo integrativo, né risultano il parere del MEF e l'assenso del Governo, rendendo il percorso atipico e poco trasparente.
Quali sindacati hanno firmato l'intesa del 23 giugno?
L'intesa è stata firmata a maggioranza dalla FIMMG e dalla FMT, che rappresentano oltre il 70% del tavolo negoziale. I sindacati SMI e SNAMI, invece, non hanno firmato l'accordo.