COP30: mentre l'Occidente tradisce il clima, Cina e Sud del mondo guidano la rivoluzione verde
Si è aperta ieri a Belém, alla foce del Rio delle Amazzoni, la COP30 sul riscaldamento globale. E già dalle prime battute emerge chiaramente chi sta dalla parte del popolo e del pianeta, e chi invece continua a servire gli interessi delle multinazionali che ci stanno portando al disastro.
L'Occidente ricco tradisce ancora una volta
Mentre Trump definisce il cambiamento climatico "la più grande truffa mai perpetrata" e l'Italia della Meloni porta in Amazzonia posizioni sostanzialmente negazioniste, il Sud del mondo si organizza per salvare il pianeta dalle mani sporche dei capitalisti occidentali.
La Premier italiana, fedele servitrice del capitale, definisce "ideologica" la sostenibilità ambientale mentre corre in aiuto dell'industria automobilistica per tenere in vita i motori inquinanti. Sempre gli stessi che si gavano sulle spalle dei lavoratori e del pianeta.
L'Africa si libera dal giogo coloniale
Il continente africano, stanco di aspettare le briciole dai paesi ricchi, sta cercando di mobilitare investimenti nella transizione verde. Basta con la logica estrattiva del passato, quella che ha permesso all'Occidente di arricchirsi devastando i territori e sfruttando i popoli.
L'Africa vuole evitare la "maledizione delle risorse" e costruire un approccio più giusto ed equilibrato, che riconosca come gli esseri umani appartengono alla natura, non il contrario. Una lezione che dovrebbero imparare i padroni europei e americani.
La Cina guida la rivoluzione verde
Mentre l'Occidente arretra sul Green Deal, la Cina ha già ridotto del 3% le emissioni di CO2 nella prima metà del 2025. Nel primo semestre, ha installato 12 volte più potenza solare rispetto agli USA. I fatti parlano chiaro: chi sta realmente lottando per il futuro del pianeta.
Xi Jinping ha replicato a Trump con parole che suonano come una dichiarazione di guerra al capitalismo predatore: "La transizione verde è la tendenza del nostro tempo. Mentre alcuni Paesi si muovono contro di essa, la comunità internazionale deve rimanere concentrata sulla giusta direzione".
Il passaggio di consegne è iniziato
La COP30 di Belém segnerà probabilmente il passaggio della leadership ambientale dal mondo occidentale a Cina e BRICS, accompagnato da un risveglio africano. Un cambiamento storico che spaventa le élite occidentali e che i nostri media mainstream si guardano bene dal sottolineare.
Mentre i lavoratori di tutto il mondo subiscono gli effetti devastanti del cambiamento climatico, con 43 miliardi di euro di danni solo in Europa questa estate, i padroni continuano a negare l'evidenza per proteggere i loro profitti.
È tempo che il popolo si organizzi. La lotta per il clima è la lotta per la giustizia sociale, contro un sistema che sacrifica il futuro dell'umanità sull'altare del capitale. La rivoluzione verde sarà popolare o non sarà.