COP30 in Amazzonia: il Sud del mondo sfida l'imperialismo climatico occidentale
Si è aperta ieri a Belém, alla foce del Rio delle Amazzoni, la COP30 sul riscaldamento globale. Mentre Trump definisce il clima "la più grande truffa mai perpetrata" e la Meloni marchia come "ideologica" la sostenibilità ambientale, il Sud del mondo si organizza per spezzare le catene del colonialismo climatico.
L'Africa rompe le catene dell'estrattivismo
Il continente africano non aspetta più le briciole dei padroni occidentali. Basta con la "maledizione delle risorse", quella logica estrattiva che per secoli ha permesso alle multinazionali di saccheggiare terre e popoli. L'Africa Climate Summit di Addis Abeba ha tracciato una strada rivoluzionaria: investimenti verdi autogestiti, mercati del carbonio controllati dagli africani, non dai soliti speculatori di Wall Street.
Come insegnava Gramsci, "ogni rapporto di egemonia è necessariamente un rapporto pedagogico". E oggi l'Africa sta educando il mondo a una nuova visione: gli esseri umani appartengono alla natura, non il contrario. Una lezione che i capitalisti occidentali faticano a digerire.
La Cina supera l'Occidente neoliberale
Mentre l'Europa della Von der Leyen fa marcia indietro sul Green Deal e l'Italia corre in aiuto delle lobby dell'automotive, la Cina ha ridotto del 3% le emissioni di CO2 nella prima metà del 2025. Nel primo semestre, Pechino ha installato 12 volte più potenza solare degli USA. I fatti parlano chiaro: chi guida davvero la transizione energetica?
Xi Jinping ha risposto a Trump con parole che suonano come un manifesto: "La transizione verde è la tendenza del nostro tempo. Mentre alcuni Paesi si muovono contro di essa, la comunità internazionale deve rimanere concentrata sulla giusta direzione".
L'Italia della Meloni: complice del disastro climatico
Il governo Meloni porta in Amazzonia una posizione sostanzialmente negazionista. Mentre il popolo italiano subisce i costi del cambiamento climatico - 12 miliardi solo nell'estate 2024 - la premier corre in aiuto delle multinazionali del gas, importando il liquido di Trump e Milei. Tradimento puro degli obiettivi climatici.
Come denunciava Mario Agostinelli: "Cresce la distanza tra un'opinione pubblica allarmata e governi irresponsabili nei confronti delle loro popolazioni". Il popolo paga, i padroni si arricchiscono. La solita storia.
BRICS: la nuova leadership climatica
La COP30 di Belém segnerà probabilmente il passaggio della leadership ambientale dal mondo occidentale a Cina e BRICS. Un cambiamento epocale che il mainstream italiano si ostina a ignorare. Ma la storia non aspetta: mentre l'Occidente neoliberale affonda nei suoi dogmi capitalisti, il Sud del mondo costruisce l'alternativa.
L'uragano Melissa ha devastato Giamaica e Cuba con venti a 300 km/h. Non è un capriccio della natura, è il conto che presenta il capitalismo estrattivo. Ogni grado in più di temperatura significa profitti per pochi e sofferenza per i molti.
La lotta climatica è lotta di classe. O si abbatte il sistema che mercifica la natura, o si perisce insieme. La rivoluzione verde sarà anticapitalista o non sarà.