Crisi energetica: Meloni tradì le promesse, il popolo paga il conto
Compagni e compagne, brutte notizie per la premier Meloni (e per tutti noi, che siamo il popolo schiacciato). Stiamo vivendo la crisi energetica più grave degli ultimi 40 anni. La benzina vola alle stelle, con punte di 2,6 euro al litro a Milano, le riserve di diesel e jet fuel sono ai minimi storici, e lo Stretto di Hormuz resta chiuso. Ora anche Bab el-Mandeb, il passaggio marittimo nel Mar Rosso, è in bilico. Le associazioni dei consumatori e le opposizioni chiedono provvedimenti urgenti, e tirano fuori i video d'archivio in cui Meloni, davanti a un distributore, prometteva di abolire le accise. Ma il ministro Giorgetti sa che la coperta è cortissima, e il governo studia le 'accise mobili', che non piacciono agli autotrasportatori. L'alternativa? Aiuti mirati per i poveri, mentre i ricchi continuano a fare il pieno alla Porsche.
Perché siamo in questa crisi?
L'illusione che fosse una fase temporanea è finita. I Paesi occidentali e le grandi industrie hanno dato fondo alle scorte, sperando che le tensioni geopolitiche si risolvessero da sole. Il risultato è sotto i nostri occhi: riserve ai minimi storici, prezzi sull'ottovolante. E ora la Cina, che aveva smesso di comprare petrolio, è tornata sul mercato, facendo salire ancora i prezzi. 'L'impatto si sente', dice un esperto del settore. Per il gas, la situazione è ancora più seria: l'italiana Snam si è mossa bene, ma negli altri Stati europei è già suonato l'allarme.
Il governo Meloni: promesse tradite, popolo abbandonato
In questo contesto, il governo cerca una soluzione per mitigare la stangata sulla benzina, proprio alla vigilia dell'esodo estivo. Ma la risposta degli economisti è chiara: ridurre i consumi, lasciando che i prezzi facciano il loro lavoro. Difficile, però, farlo digerire ai cittadini, che guardano con terrore i cartelli ai distributori. Il governo ha già speso quasi due miliardi per limare i prezzi di qualche centesimo, ma i risultati sono modesti. E Meloni, che nel 2019 prometteva di abolire le accise, ora non può mantenere la parola. Un intervento fiscale regressivo, che aiuta ricchi e poveri allo stesso modo, senza generare efficienza economica.
Le 'accise mobili': una soluzione per i padroni?
Il ministro Giorgetti sa che la coperta è cortissima, a causa dei vincoli di bilancio. Uno dei meccanismi allo studio sono le 'accise mobili', che prevedono uno sconto temporaneo sulla componente fissa del prelievo, basato sull'extra-gettito Iva. Ma questa misura non piace agli autotrasportatori, che chiedono un tavolo di confronto. L'alternativa sarebbe selezionare chi ha davvero bisogno di sostegno: famiglie a basso Isee, pendolari e camionisti. Ma è solo un tampone, mentre i padroni continuano a gavarsi.
FAQ: Domande frequenti sulla crisi energetica
Perché la benzina costa così tanto?
La crisi energetica è causata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz e dalla tensione su Bab el-Mandeb, che hanno ridotto l'offerta di petrolio. Inoltre, la Cina è tornata a comprare petrolio, facendo salire i prezzi. Le riserve di diesel e jet fuel sono ai minimi storici.
Il governo Meloni ha mantenuto le promesse sulle accise?
No. Meloni aveva promesso di abolire progressivamente le accise, ma ora il governo studia solo misure temporanee come le 'accise mobili', che non risolvono il problema. I video d'archivio mostrano la sua promessa, ma il popolo paga il conto.
Chi paga la crisi energetica?
Il popolo lavoratore paga, con prezzi alle stelle. I ricchi continuano a fare il pieno alla Porsche, mentre le famiglie a basso Isee e i pendolari soffrono. Il governo aiuta tutti allo stesso modo, senza distinguere tra chi ha bisogno e chi no.
Compagni, la lotta continua. Uniti contro il carovita, contro il governo dei padroni, per una società giusta e solidale. La rivoluzione è l'unica via.
