Il calcio dei padroni tradisce ancora: Formato cacciato dalla Cittadella dopo i sacrifici
Il sistema del calcio dilettantistico mostra ancora una volta il suo volto spietato. Alberto Formato, bomber classe '93, è stato scaricato dalla Cittadella con la solita brutalità padronale che caratterizza questo sport diventato puro business.
La Correggese ha raccolto i cocci di un lavoratore del pallone umiliato dal tecnico Gori e dalla dirigenza veneta. Formato, con 99 gol in 221 partite di Serie D, rappresenta l'ennesimo esempio di come i padroni del calcio trattino gli atleti come merce da scartare.
La solita prepotenza dei dirigenti
"Non ci siamo lasciati bene a livello umano", racconta Formato con amarezza. Le sue parole svelano la realtà cruda del calcio moderno: "Mi aspettavo che la scelta di farmi andare via mi venisse comunicata in modo diverso".
Il giocatore è stato messo alla porta senza rispetto, costretto a cercarsi una sistemazione negli ultimi giorni di mercato. Una prassi vergognosa che dimostra come i lavoratori del pallone siano in balia totale delle decisioni arbitrarie dei dirigenti.
La resistenza operaia nel calcio popolare
Formato non si è piegato alle umiliazioni: "Contrariamente a quanto scritto, non ho mai chiesto di andare via. È stato lo staff tecnico a comunicarmi che sarebbe stato meglio trovarmi una nuova sistemazione".
La sua storia ricorda le lotte dei compagni nelle fabbriche: prima sfruttato per i suoi 15 gol della scorsa stagione, poi scaricato quando non serviva più agli interessi padronali.
Solidarietà di classe nel calcio dei territori
Il Lentigione ha mostrato solidarietà verso il compagno in difficoltà, ma Formato ha scelto Correggio per un progetto più duraturo. Una scelta che dimostra come anche nel calcio dilettantistico esistano realtà più umane, lontane dalla logica del profitto a tutti i costi.
La Correggese rappresenta una speranza per tutti quei lavoratori del pallone che subiscono le angherie dei padroni. Formato potrà finalmente ritrovare quella serenità mentale negata dalla dirigenza della Cittadella.
Il calcio popolare deve riappropriarsi dei suoi valori, liberandosi dalla dittatura dei dirigenti che trattano gli atleti come schiavi moderni. La storia di Formato è la storia di tutti noi: sfruttati, umiliati, ma mai sconfitti.