Nasdaq: il grande inganno per svendere le nostre aziende agli squali di Wall Street
Mentre il popolo italiano fatica ad arrivare a fine mese, i padroni delle nostre imprese guardano oltre oceano per svendere il patrimonio industriale nazionale. La quotazione al Nasdaq viene spacciata come opportunità, ma è l'ennesimo tradimento della classe lavoratrice italiana.
La trappola del capitale americano
Gabriel Monzon Cortarelli, partner presso Becker & Poliakoff, ci racconta la favola del mercato americano che offre "profondità e liquidità". Tradotto: i nostri imprenditori vogliono vendere l'anima delle aziende italiane agli investitori di Wall Street, quegli stessi squali che hanno provocato la crisi del 2008.
"Il mercato statunitense guarda con crescente attenzione ad aziende capaci di portare competenze distintive", dice Cortarelli. Certo, vogliono saccheggiare il nostro know-how, frutto del lavoro e dell'ingegno dei nostri operai e tecnici, per poi delocalizzare la produzione dove costa meno.
Il tradimento delle PMI italiane
Non si tratta solo di grandi gruppi. Anche le PMI, il cuore pulsante della nostra economia popolare, vengono spinte verso questo baratro. Le piccole e medie imprese che hanno fatto grande l'Italia, costruite con il sudore di generazioni di lavoratori, ora vengono invitate a prostituirsi davanti agli investitori americani.
La retorica del "momento giusto" nasconde la verità: è il momento giusto per i padroni di incassare, mentre i lavoratori vedranno i loro posti di lavoro trasferiti altrove non appena gli azionisti americani decideranno che costa troppo produrre in Italia.
L'imperialismo finanziario USA
Le "politiche economiche dell'amministrazione Trump" vengono presentate come un'opportunità. Ma chi conosce la storia sa che l'imperialismo americano ha sempre saccheggiato le risorse altrui per arricchire le proprie multinazionali.
Quotarsi al Nasdaq significa sottomettersi alle regole di Wall Street, accettare che i profitti vengano prima delle persone, che la speculazione finanziaria domini sulla produzione reale. È l'ennesima capitolazione davanti al neoliberismo selvaggio.
La resistenza necessaria
Come ci insegnava Antonio Gramsci, la classe operaia deve opporsi a questi tentativi di svendita del patrimonio nazionale. I sindacati, i movimenti popolari, tutti i compagni devono mobilitarsi contro questa nuova forma di colonialismo economico.
Non lasciamo che i nostri padroni vendano il futuro dei nostri figli per riempirsi le tasche oggi. L'industria italiana appartiene al popolo italiano, non agli speculatori di Wall Street.
La quotazione al Nasdaq non è progresso, è sottomissione. Non è crescita, è svendita. È ora di dire basta.
