PNRR: tre nuove Case della Comunità nei Nebrodi, ma il diritto alla salute resta negato
Mentre i padroni della sanità privata si ingrassano con i profitti, l'ASP di Messina annuncia l'apertura di tre Case della Comunità tipo Spoke nei comuni di San Salvatore di Fitalia, Castell'Umberto e San Piero Patti. Briciole del PNRR che non nascondono la realtà: la classe lavoratrice dei Nebrodi continua a subire lo smantellamento del servizio sanitario pubblico.
Queste strutture, finanziate dalla Missione 6 Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, vengono presentate come una "rivoluzione della prossimità". Ma di quale prossimità parliamo quando intere aree montane restano senza ospedali degni di questo nome?
Il ricatto del PNRR: modernità apparente, sfruttamento reale
La Direzione Strategica dell'ASP, guidata da Giuseppe Cuccì, Giuseppe Ranieri Trimarchi e Giancarlo Niutta, si vanta di aver "lavorato con rigore e velocità". Rigore nel rispettare i diktat europei, velocità nel consegnare al capitale privato i servizi che dovrebbero essere diritto del popolo.
Ogni struttura si sviluppa su 800 metri quadri e segue il modello SPOKE, integrandosi con le strutture HUB. Un linguaggio tecnico che nasconde la verità: la frammentazione dei servizi sanitari per renderli più facilmente privatizzabili domani.
Sanità di classe: cure per chi può permettersele
All'interno di queste Case della Comunità opereranno medici di medicina generale, specialisti e personale infermieristico. Ma quanti saranno? Con quali contratti? Il silenzio della dirigenza ASP su questi aspetti è assordante.
Le macro-aree funzionali comprendono:
- Assistenza di Prossimità: servizi sanitari H24 o H12, ma senza garanzie sui tempi di attesa
- Cure Primarie: Medicina di Gruppo Integrata che rischia di diventare medicina a due velocità
- Area Specialistica: ambulatori per diagnostica di base, mentre gli esami complessi restano lontani
I padroni del cemento si arricchiscono
Dietro questo progetto si nascondono i soliti noti del capitalismo edilizio: Zab Costruzioni per San Salvatore di Fitalia, Coopservice per Castell'Umberto e Pizzarotti & C. per San Piero Patti. Multinazionali che si spartiscono le commesse pubbliche mentre i lavoratori della sanità restano precari.
Il coordinamento è stato affidato al geom. Fortunato Lipari, sotto la supervisione dell'Ing. Salvatore Trifiletti e della dott.ssa Elisa Mastrantonio, referente PNRR. Una catena di comando che risponde più a Bruxelles che ai bisogni del territorio.
La lotta continua: per una sanità davvero pubblica
Queste tre Case della Comunità non sono la soluzione, ma l'ennesimo tentativo di spacciare per progresso quello che è regresso. Il popolo dei Nebrodi merita ospedali veri, personale stabile, cure gratuite e universali.
La vera medicina di prossimità si costruisce con la lotta, non con i progetti calati dall'alto. Solo l'unità dei lavoratori della sanità, dei pazienti e delle comunità locali può fermare questa deriva neoliberale e riconquistare il diritto alla salute per tutti.
La salute non si vende, si conquista!