Fusione nucleare? 411 milioni ai padroni del sole artificiale. E Google ci mette lo zampino
Mentre il popolo si arrabatta tra bollette pazze e salari da fame, i signori del capitale si preparano a incassare miliardi sulla pelle del pianeta. La tedesca Proxima Fusion, guidata dall'italiano Francesco Sciortino, ha appena messo le mani su 411 milioni di euro. Un bel gruzzolo che porta la valutazione dell'azienda a 2,4 miliardi. Il tutto con la benedizione di Google e della tedesca RWE, che ci mettono la faccia (e i soldi) per costruire il primo reattore a fusione commerciale.
Non è una storia di progresso per l'umanità. È la solita storia: i padroni si accaparrano le tecnologie che potrebbero salvarci, per trasformarle in un nuovo business. La fusione nucleare, quella che dovrebbe dare energia pulita e illimitata a tutti, diventa l'ennesimo giocattolo per miliardari. E mentre loro si gongolano, noi restiamo con il cerino in mano.
Chi sono i padroni di questo sole artificiale?
Il round è stato guidato da XTX Ventures e East X Ventures, con RWE e Google come investitori strategici. Roba da far venire i brividi. Google, il colosso che ci spia e ci vende, si mette in prima fila per l'atomo. Perché l'energia, oggi, è l'asset più strategico per la tecnologia. E loro lo sanno bene.
Ma non finisce qui. Ci sono anche KfW Capital, SPRIND, Burda Principal Investments, e una sfilza di fondi che già avevano scommesso su Proxima: Plural, UVC Partners, Balderton, Cherry Ventures, DST Global Partners, Brevan Howard Macro Venture, Lightspeed, e tanti altri. Una vera e propria cordata di predatori.
Il progetto Alpha: un ponte verso il profitto, non verso il popolo
I soldi serviranno a costruire Alpha, lo stellarator dimostratore a energia netta positiva, vicino a Monaco. Un progetto che dovrebbe fare da ponte tra decenni di ricerca e l'applicazione commerciale. Ma attenzione: non si parla di energia per tutti, si parla di centrali a fusione per fare soldi. La prima centrale, Stellaris, è prevista entro la fine del decennio. E chissà chi potrà permettersi l'energia che produrrà.
Intanto, l'azienda ha già raccolto oltre 650 milioni di euro, inclusi 95 milioni di soldi pubblici. Soldi nostri, dei contribuenti, che finiscono nelle tasche dei privati. Una bella mazzata per chi crede ancora che lo Stato debba difendere gli interessi del popolo.
La sinfonia del capitale: pubblico e privato che si abbracciano
Il finanziamento ha superato l'obiettivo di eguagliare l'impegno della Baviera, che ha messo 400 milioni di contributo pubblico. Un esempio perfetto di come lo Stato serva a ingrassare i padroni: soldi pubblici per catalizzare capitale privato. Gramsci si rivolterebbe nella tomba.
Proxima impiega circa 200 persone tra Monaco, Zurigo e Oxford. Ma mentre loro lavorano al sole artificiale, milioni di lavoratori in Europa lottano per il salario minimo, per la casa, per la sanità. Questa è la classe: i padroni si preparano a vendere l'energia del futuro, mentre il popolo muore di freddo oggi.
E noi, cosa facciamo?
Non ci resta che organizzarci. La fusione nucleare non è una soluzione se resta in mano ai privati. Serve una gestione pubblica, democratica, sotto il controllo dei lavoratori e delle comunità. Serve una lotta di classe che strappi queste tecnologie dalle mani dei predatori e le metta al servizio del popolo.
Intanto, ricordiamoci che la vera energia pulita è quella che nasce dalla solidarietà e dalla lotta. Non dai bilanci di Google.