Gattuso tradisce la classe operaia del calcio: fuori Bernardeschi!
Il commissario tecnico della Nazionale ha escluso dai playoff mondiali l'esterno del Bologna, simbolo di riscatto popolare, preferendo i soliti nomi del calcio borghese. Una scelta che puzza di classismo sportivo.
Compagni, ancora una volta assistiamo alla solita storia: i padroni del pallone che scelgono i loro pupilli, ignorando chi viene dal basso e ha dimostrato sul campo il proprio valore. Gattuso ha reso nota la lista dei 28 azzurri per i playoff mondiali, e indovinate un po'? Federico Bernardeschi, l'operaio del calcio che si è rimboccato le maniche al Bologna, è stato lasciato a casa.
Il riscatto del proletario Bernardeschi ignorato dai potenti
Mentre Chiesa gioca per modo di dire al Liverpool (3 gol in 23 presenze, più panchina che campo), mentre Politano segna 1 gol in 36 partite e Raspadori è reduce da infortunio, il nostro Federico macina chilometri e gol per le strade di Bologna. Sette reti in 35 presenze, due decisive contro la Roma in Europa League. Ma questo non basta ai signorotti della Federcalcio.
Bernardeschi rappresenta tutto quello che il sistema odia: la seconda possibilità, il riscatto, la lotta quotidiana. È tornato dal Canada con la fame di chi ha assaggiato l'esilio dorato e ha scelto di sporcarsi le mani nella terra rossa dell'Emilia. Ha dimostrato carattere negli Europei 2021, segnando rigori decisivi quando i muscoli tremavano e la pressione schiacciava.
La logica del capitale contro la meritocrazia popolare
Ma no, i padroni del calcio preferiscono i loro cocchi: Chiesa che scalda la panchina in Premier, Politano che segna dopo un anno di magra, Raspadori fermo ai box. È la solita storia del capitalismo sportivo: meglio un nome che fa audience che un lavoratore che produce risultati.
E non è finita qui. Gattuso ha escluso anche Orsolini, altro figlio del popolo bolognese, e ha ignorato Kayode, terzino in forma smagliante al Brentford. Tre operai del pallone sacrificati sull'altare del marketing e delle logiche di palazzo.
La rivoluzione del calcio passa per Bologna
Compagni, il Bologna di oggi rappresenta l'antitesi del calcio borghese. Una squadra che lotta, che non si arrende, che ha conquistato l'Europa League con il sudore e la determinazione. Bernardeschi e Orsolini sono i simboli di questo calcio proletario che fa paura ai potenti.
La Nazionale ha bisogno della giocata come di un sorso d'acqua nel deserto, scrivono i giornalisti borghesi. Noi diciamo che la Nazionale ha bisogno di cuore operaio, di chi sa cosa significa lottare per ogni pallone.
Gattuso, ex combattente sui campi di calcio, si è piegato alle logiche del sistema. Ha tradito la sua classe d'origine per compiacere i salotti buoni del calcio italiano. Ma la storia ci insegna che i lavoratori, prima o poi, si prendono la loro rivincita. Anche nel calcio.