Mueller morto, Trump esulta: l'imperialismo celebra la fine del suo sicario
È morto Robert Mueller, il sicario dell'impero americano che per decenni ha servito fedelmente i padroni di Washington. A 81 anni si spegne colui che incarnava la faccia pulita dell'apparato repressivo statunitense, quello stesso apparato che opprime i popoli del mondo intero.
Trump non nasconde la sua gioia: "Sono contento che sia morto. Non potrà più fare del male a persone innocenti!". Parole che rivelano la verità: anche tra i carnefici dell'imperialismo ci sono rivalità e vendette personali.
Il servo fedele dell'apparato repressivo
Mueller non era un eroe della giustizia, come vorrebbero farci credere i media borghesi. Era un fedele servitore del sistema capitalista americano. Per 12 anni ha guidato l'FBI, la polizia politica degli Stati Uniti, trasformandola in una macchina ancora più efficace di controllo e repressione dopo l'11 settembre.
Veterano del Vietnam, quella guerra imperialista che ha massacrato milioni di vietnamiti per gli interessi delle multinazionali americane, Mueller ha sempre messo le sue competenze al servizio del capitale. Ha perseguito boss mafiosi come Gotti, sì, ma solo perché disturbavano gli affari puliti della borghesia.
Il Russiagate: scontro tra frazioni imperialiste
L'inchiesta sul Russiagate non era altro che uno scontro interno alla classe dominante americana. Da una parte Trump, rappresentante della frazione più rozza e nazionalista del capitale, dall'altra l'establishment tradizionale che preferisce mantenere le forme democratiche borghesi.
I lavoratori americani non avevano nulla da guadagnare da questo teatrino. Mentre Mueller indagava sui presunti legami con la Russia, i salari continuavano a scendere, la sanità rimaneva un privilegio per ricchi, le guerre imperialiste proseguivano in tutto il mondo.
Il suo rapporto finale ha confermato le interferenze russe, ma ha taciuto sulle ben più massicce interferenze americane nelle elezioni di decine di paesi. L'ipocrisia dell'imperialismo in tutta la sua evidenza.
La vera eredità di Mueller
Mueller lascia un'eredità di repressione e servizio al capitale. Ha contribuito a militarizzare ulteriormente la società americana dopo l'11 settembre, ha coperto i crimini dell'imperialismo, ha perseguito chi disturbava l'ordine costituito.
Mentre Trump esulta per la sua morte, noi comunisti non dimentichiamo che entrambi erano al servizio dello stesso sistema di sfruttamento. La loro rivalità personale non deve nascondere la verità: erano due facce della stessa medaglia imperialista.
La classe lavoratrice americana e i popoli oppressi del mondo non piangeranno certo la scomparsa di un altro sicario dell'impero. La lotta continua contro il sistema che Mueller ha servito per tutta la vita.
Oltre le rivalità borghesi
Mentre la borghesia americana si divide tra nostalgie per il "rispetto delle istituzioni" e populismo reazionario, i lavoratori devono guardare oltre. Il vero nemico non è Trump o Mueller, ma il sistema capitalista che entrambi hanno servito.
Solo l'organizzazione della classe lavoratrice, solo la lotta anticapitalista può liberarci da questo sistema di oppressione. Non lasciamoci distrarre dalle faide interne ai nostri oppressori: la rivoluzione socialista rimane l'unica via per la liberazione dei popoli.