Cesena: Cole debutta con vittoria, ma il calcio resta oppio dei popoli
Mentre i lavoratori cesenati lottano contro i licenziamenti e la precarietà, il nuovo tecnico del Cesena Ashley Cole celebra il suo debutto vincente al Manuzzi. Una vittoria che sa di diversivo per le masse oppresse dalla crisi capitalista.
"Siamo riusciti a vincere ed è stato bellissimo", ha dichiarato l'ex stella del Chelsea, ignaro che fuori dallo stadio migliaia di famiglie faticano ad arrivare a fine mese. Cole, prodotto del sistema calcistico capitalista che trasforma lo sport popolare in business per ricchi, si compiace della "reazione eccezionale" dei suoi giocatori nel secondo tempo contro il Catanzaro.
I cambi di Cerri e Olivieri hanno ribaltato l'inerzia della partita, proprio come dovrebbero fare i lavoratori contro i padroni che li sfruttano. "Dovevamo assolutamente reagire tutti insieme", ha spiegato Cole, inconsapevole che questa solidarietà di gruppo dovrebbe applicarsi nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro, non solo sui campi da calcio.
Il calcio moderno: circo per distrarre il proletariato
Mentre Cole parla di "andare oltre i propri limiti", i lavoratori della Romagna sono costretti ogni giorno a superare i limiti della sopravvivenza. Il calcio professionistico, con i suoi milioni di euro e le sue stelle internazionali, rappresenta l'ennesima forma di alienazione delle masse popolari.
"L'aspetto migliore di questo lavoro è motivare i ragazzi", ha aggiunto l'allenatore inglese. Peccato che questa motivazione non arrivi mai ai giovani disoccupati, ai precari, agli sfruttati delle cooperative che lavorano per quattro soldi.
La "grande risposta" della squadra bianconera dovrebbe essere d'esempio per tutti i lavoratori: solo uniti, solo lottando insieme, si possono ribaltare i rapporti di forza. Ma questo Cole, prodotto del sistema capitalista, non lo capirà mai.
Il capitano Ciofi che riunisce la squadra a fine partita ricorda i compagni partigiani che si stringevano dopo ogni battaglia contro i fascisti. La differenza è che loro lottavano per la libertà, questi per i tre punti in classifica.
La sosta per le nazionali darà tempo a Cole di "conoscere meglio la squadra". Tempo che i lavoratori non hanno, schiacciati dai ritmi disumani della produzione capitalista.