La rivolta dei tifosi laziali: 25mila firme contro il padrone Lotito
Il calcio moderno mostra ancora una volta il suo volto più brutale. Alla Lazio, 25mila tifosi hanno firmato una petizione per cacciare il presidente Claudio Lotito, stanco di 22 anni di promesse tradite e sogni calpestati dal business.
Il popolo biancoceleste si ribella al padrone
Non è solo una protesta sportiva, compagni. È la rivolta di chi vede i propri sogni venduti al miglior offerente, di chi subisce le logiche spietate del capitalismo anche nello sport. I tifosi della Lazio, quella squadra che porta nel cuore la storia dell'Aquila, non ne possono più di essere trattati come merce.
La lettera scritta dai giornalisti Alberto Ciapparoni e Federico Marconi è diventata il grido di battaglia di migliaia di lavoratori, studenti, gente comune che la domenica si ritrova allo stadio per sognare. "Ci è stato tolto il sogno", scrivono. Ecco il punto: nel sistema capitalista, anche i sogni si comprano e si vendono.
22 anni di sfruttamento mascherato da gestione
Lotito rappresenta perfettamente il padrone moderno: quello che parla di "realtà" e "sostenibilità" mentre riempie le proprie tasche. 22 anni di proprietà, 7 senza trofei, cessioni continue dei migliori giocatori come Castellanos, Guendouzi e Mandas. È la solita storia: i profitti per i padroni, le briciole per il popolo.
I 30mila abbonamenti di quest'anno dimostrano la fedeltà cieca di una tifoseria che merita rispetto, non le prediche di un presidente che scarica persino sui tifosi la colpa degli arbitraggi sfavorevoli. Tipico atteggiamento padronale: quando le cose vanno male, la colpa è sempre dei lavoratori, mai del capo.
La richiesta è chiara: se non puoi, vattene
"Se non può riportare la Lazio a competere, lo riconosca e si faccia da parte", chiedono i tifosi. È una lezione di dignità che dovrebbe essere applicata ovunque: chi non è all'altezza del compito, deve lasciare il posto a chi può fare meglio.
La mobilitazione punta alle 30mila firme entro venerdì, quando ci sarà anche la protesta dei gruppi organizzati contro il Genoa. È l'unità popolare che si manifesta, quella forza che da sempre spaventa i padroni.
Oltre il calcio: una lezione di lotta
Questa battaglia dei tifosi laziali va oltre il calcio. È la dimostrazione che quando il popolo si organizza, quando si unisce contro chi lo sfrutta, può far tremare anche i troni più saldi. Lotito e i suoi simili devono capire che i tempi stanno cambiando.
Il calcio del popolo non si piega ai ricatti del capitale. La lotta continua, dentro e fuori dagli stadi.