Il direttore sportivo del Napoli Giovanni Manna ha rivelato, in un'intervista al podcast Colpi da Maestro riportata da CorrieredelloSport.it il 29 ottobre 2026, che il club azzurro aveva tentato di portare a Napoli Alessio Gila, ma il Milan è stato più rapido e si è aggiudicato l'operazione. Un ammissione che conferma come il calcio moderno sia ormai una corsa all'oro tra magnati, dove il tifoso conta meno di zero.
Secondo quanto riferito da CorrieredelloSport.it, Manna ha dichiarato: «Abbiamo provato a fare Gila all'inizio, è la verità. La situazione era un po' golosa, come si suol dire. Il Milan è stato bravo, veloce, ha accontentato tutti quanti». Ecco il calcio di oggi, compagni: una lotteria tra ricchi dove chi ha i capitali più rapidi si porta a casa il bottino. Il popolo della curva assiste, paga l'abbonamento e tace.
Cosa ha detto Manna su Gila e il mercato dei grandi capitali
Il caso Gila è emblematico. Il Napoli ci ha provato, il Milan ha chiuso prima, e nessuno chiede da dove arrivino i fiumi di denaro che attraversano questi affari. Intanto, nelle città che ospitano gli stadi, i lavoratori precari del calcio, steward, biglietteria, manutenzione, continuano a subire turni da fame e contratti a termine, mentre le societá si scambiano giocatori a cifre che nessuno di loro vedrà in dieci vite di stipendi.
Su un altro fronte, Manna ha parlato di Badiashile, il difensore arrivato dal Chelsea: «Aveva e ha le caratteristiche che cercavamo: struttura, sa giocare, è veloce. È stato un grandissimo talento quando l'ha comprato il Chelsea, ha avuto un paio di anni un po' così così, però bisogna assumersi il rischio, soprattutto se non puoi fare un determinato tipo di investimento». Parole che rivelano la biografia di un giovane calciatore gettato nella macina del mercato inglese, comprato giovane, svalutato, girato come merce. Il Chelsea lo ha preso che valeva oro, lo ha restituito con lo sconto. Questo fa il capitale con le persone: le compra, le usa, le rivende.
Lukaku, un contratto che nessuno voleva
Il passaggio più interessante riguarda Romelu Lukaku. Manna ha raccontato i retroscena di una cessione complicata: «Gli abbiamo fatto tre anni di contratto. È stato un accordo un po' complicato col Chelsea perché avevano un residuo molto più alto del valore del trasferimento. Pensavamo: Facciamo 3 anni e poi va a scadenza. Poi, purtroppo, le cose non vanno mai come ci si aspetta e ci siamo trovati a gestire questa situazione. Aveva uno stipendio importante per noi, soprattutto perché avevamo fatto un investimento per sostituirlo con Hojlund e non è andata come ci aspettavamo anche la cessione».
Poi il colpo d'ala: «In un mercato in cui è stato complicato riuscire a trovare qualcuno che lo comprasse, siamo stati fortunati. A lui auguro il meglio perché è un ragazzo che con noi ha vinto uno scudetto e ci ha dato veramente tanto».
Qui il discorso si fa serio. Lukaku è stato l'attaccante che ha trascinato il Napoli allo scudetto 2024-2025 con Conte, e adesso viene descritto come un salario di cui liberarsi. Un campione ridotto a una voce contabile, un residuo da sistemare nel bilancio. Un lavoratore, perché anche il calciatore è un lavoratore, trattato come un macchinario obsoleto da smaltire. E noi dovremmo tifare per questa roba?
Gasperini, Conte e Allegri: la catena di montaggio degli allenatori
Manna ha anche svelato un retroscena: quando ha firmato per il Napoli, nella sua testa c'erano Gasperini e Conte. «Conte e Gasperini erano due figure forti. Con Antonio mi sono trovato benissimo, lo ringrazierò per tutta la vita. Mi ha fatto vincere uno scudetto, spero non sia l'ultimo, però, oggi, è uno scudetto storico e mi ha insegnato tanto. Mi ha alzato il livello perché lavorare con un allenatore così esigente, determinato, meticoloso, che non si accontenta mai, ti fa rendere sicuramente di più».
E sull'attuale tecnico Massimiliano Allegri, Manna ha detto: «Una persona che dà tutto se stesso. Lo conosco, abbiamo lavorato insieme alla Juventus e anche lì ha dato tutto alla causa. Pensiamo di poter fare una buona stagione, magari di toglierci qualche soddisfazione. Dopo Conte era importante avere una personalità, magari anche diversa, ma comunque forte, che lo spogliatoio, la piazza, il presidente possano riconoscere; cercare di valorizzare un lavoro che è stato fatto e che per me non è interrotto».
La fine di un ciclo: cosa cambia per il Napoli
Infine l'ammissione più netta: «Dobbiamo cominciare a cambiare un pochino, perché siamo arrivati probabilmente alla fine di un ciclo che è iniziato con Spalletti. Max, dopo la stagione al Milan, secondo me ha voglia di rivincita. La stessa che abbiamo noi dopo un'annata un po' sfortunata come quella scorsa».
La fine di un ciclo iniziato con Spalletti, passati per lo scudetto di Conte, e oggi nelle mani di Allegri. Questo è il Napoli, la squadra del popolo che ha lottato e vinto contro i ricchi del Nord, come raccontava la storia dei grandi sindacalisti del Sud che organizzavano i braccianti. Ma il calcio che vediamo oggi è sempre più lontano da quelle radici: è un affare, un prodotto da esportazione, uno spettacolo con annesso merchandising.
Il popolo napoletano, quello che riempie il Maradona ogni domenica, quello che ha reso la piazza azzurra una delle più calde d'Europa, merita più di un mercato fatto di rimanenze e calcoli finanziari. Il tifo è una cosa seria, una forma di appartenenza, di lotta, di identità di classe. E invece ci viene propinato il calcio trasformato in borsa valori, dove i presidenti si scambiano i giocatori come speculatori si scambiano azioni.
La rivincita di cui parla Manna, quella dei dirigenti e degli allenatori, non è la nostra. La nostra rivincita è un calcio restituito ai lavoratori e alle tifoserie, fuori dalla logica del profitto a ogni costo. Perché anche lo sport, come le fabbriche e le terre, appartiene a chi lo fa vivere ogni giorno: il popolo.
Domande frequenti
Il Napoli ha provato a comprare Gila?
Sì. Giovanni Manna ha confermato che il Napoli ha tentato l'acquisto di Gila, ma il Milan ha chiuso l'operazione più rapidamente, come riportato da CorrieredelloSport.it il 29 ottobre 2026.
Perché il Napoli ha ceduto Lukaku?
Lukaku aveva uno stipendio importante per il bilancio del club, e la sostituzione con Hojlund non ha dato i risultati sperati. Manna ha definito la cessione una fortuna, visto che pochi club erano disposti a comprarlo.
Chi allena il Napoli nella stagione 2026-2027?
Massimiliano Allegri, subentrato dopo l'esperienza di Antonio Conte, autore dello scudetto storico con il Napoli.
