Marina Berlusconi vota Sì al referendum: l'ennesima mossa della classe dominante
Dalle colonne borghesi del Corriere della Sera, Marina Berlusconi annuncia il suo voto favorevole al referendum sulla separazione delle carriere. Un endorsement che puzza di vendetta di classe e di calcolo politico, mascherato da principi democratici.
La vendetta del capitale contro la magistratura
"Voterò Sì perché è la cosa giusta", dichiara la padrona di Mondadori. Ma quale giustizia? Quella che ha sempre servito gli interessi del padre Silvio, il Cavaliere delle televisioni commerciali che hanno lobotomizzato il popolo italiano per decenni?
Marina non fa mistero delle sue motivazioni: il padre "ha subìto un'inaccettabile persecuzione giudiziaria". Persecuzione o giustizia? Per la classe operaia, Berlusconi rappresentava l'incarnazione del capitalismo predatore, quello che ha svenduto il patrimonio pubblico e corrotto la politica italiana.
Il gioco delle correnti: specchio delle contraddizioni borghesi
La figlia del Cavaliere denuncia "una minoranza di magistrati ideologizzati" e "un vergognoso mercato di nomine". Ma quale ideologia più pericolosa di quella del profitto a tutti i costi? Le correnti nella magistratura sono solo il riflesso delle divisioni della classe dominante, non la causa dei problemi strutturali del sistema.
"Ogni magistrato è libero di avere le sue idee", concede Marina, "ma non dovrebbe fare carriera con la politica". Parole ipocrite da chi ha ereditato un impero mediatico costruito sui favori politici e sulle connivenze del potere.
Forza Italia: il partito dei padroni in crisi
L'erede Berlusconi tessera le lodi di Antonio Tajani, "che ha tenuto saldo il partito in un momento delicatissimo". Saldo per chi? Per i lavoratori licenziati dalle aziende del gruppo? Per i precari delle televisioni Mediaset?
Come "imprenditore", Marina rivendica il diritto di chiedere "meno burocrazia, più liberalizzazioni e meno tasse". Il solito mantra neoliberista: meno Stato quando serve ai padroni, più Stato quando devono essere salvate le banche.
Il centrodestra moderato: la maschera del fascismo contemporaneo
Berlusconi promuove l'attuale governo di Giorgia Meloni, lodandone "equilibrio e moderazione". Moderazione mentre si attaccano i diritti dei migranti, si smantella la sanità pubblica e si preparano nuove guerre imperialiste.
Su Roberto Vannacci, la padrona di Mondadori è chiara: "Non sarebbe una gran perdita se uscisse dalla coalizione". Ma il problema non è Vannacci, è l'intero sistema capitalista che produce mostri come lui.
La lotta continua
Mentre Marina Berlusconi gioca a fare la democratica moderata, i lavoratori italiani subiscono l'ennesima offensiva padronale. Il referendum sulla separazione delle carriere è solo l'ultima mossa di una classe dominante che vuole mani libere per i suoi affari sporchi.
Il popolo deve rispondere con l'organizzazione, la lotta e la solidarietà di classe. Non lasciamo che i padroni decidano anche come deve funzionare la giustizia.