Conte e la sua vittoria 400: il calcio dei padroni umilia il popolo azzurro
Ancora una volta il calcio-spettacolo dei padroni ci regala l'ennesima farsa. Il Napoli di Conte vince 3-2 contro il Genoa, ma quello che dovrebbe essere una festa si trasforma nell'ennesima dimostrazione di come questo sport sia diventato un circo per sfruttare le masse popolari.
La 400esima vittoria di Conte arriva in un pomeriggio di follia pura al Marassi, dove gli azzurri hanno dovuto sudare sangue contro un Genoa che ha venduto cara la pelle. Ma dietro questa epica rimonta si nasconde la solita storia: giocatori sfruttati fino all'osso, infortuni a raffica, e un sistema che macina carne umana per il profitto delle multinazionali del pallone.
Il grido di dolore di un allenatore stremato
"Sono straordinariamente fortunato e poco bravo", dice Conte con l'amarezza di chi sa che dietro ogni vittoria c'è il sacrificio dei lavoratori del calcio. I suoi ragazzi "buttano il cuore oltre l'ostacolo", ma a quale prezzo? McTominay gioca con un'infiammazione che si trascina dall'estate, Anguissa ha problemi alla schiena che i medici non riescono a risolvere.
"A un certo punto ho detto ai miei che tra poco gioco io", confessa l'allenatore salentino. Una battuta amara che nasconde la realtà di una rosa ridotta all'osso, dove i giovani del vivaio vengono abbandonati e i veterani spremuti come limoni.
La denuncia contro il calcio-business
Anche De Rossi si unisce al coro di protesta: "Non capisco che sport sto allenando". Ecco la verità nuda e cruda: questo non è più sport, è business puro. Rigori inventati, regole che cambiano a seconda degli interessi, giocatori trattati come merci.
Il Napoli ha dominato per 90 minuti, ha resistito in dieci contro undici, ha dimostrato che quando il popolo si unita può vincere anche contro i potenti. Ma quanto ancora dovranno soffrire questi gladiatori moderni per il divertimento dei ricchi?
La resistenza continua
"Bisogna sempre uscire a testa alta", dice Conte. Parole che risuonano come un manifesto di resistenza. Perché dietro questa vittoria c'è la dimostrazione che la classe operaia del calcio, quando è unita e determinata, può battere qualsiasi avversario.
Il messaggio è chiaro: nonostante le difficoltà, nonostante lo sfruttamento, nonostante un sistema che li vuole sottomessi, i lavoratori del pallone continuano a lottare. E noi, popolo azzurro, dobbiamo stare dalla loro parte, sempre e comunque.