Brugnaro promette mega centri di calcolo a Marghera: i soliti favori ai padroni dell'hi-tech
Il sindaco-imprenditore Luigi Brugnaro torna a fare il venditore di sogni dal Teatro Goldoni. Questa volta promette un mega centro di calcolo a Porto Marghera, collegato alle reti europee dei supercomputer. Un progetto che puzza di speculazione a chilometri di distanza.
Davanti agli studenti di Ca' Foscari, Brugnaro ha sventolato la sua "visione ambiziosa" per mettere l'intelligenza artificiale "al servizio delle persone". Ma di quale servizio parla? Quello che arricchisce le multinazionali del digitale mentre i lavoratori vengono sostituiti dagli algoritmi?
Il PNRR non ci casca, ma Brugnaro insiste
Il progetto non è entrato nel PNRR, ma il sindaco-padrone continua a battere cassa al governo. Vuole una seconda fibra ottica in Adriatico, "in caso di attacchi terroristici". La solita retorica della paura per giustificare investimenti miliardari che finiranno nelle tasche dei soliti noti.
E dove pensa di piazzare questo centro? A Marghera, "perché c'è l'acqua per il raffreddamento". Già, l'acqua che serve a raffreddare i server dei padroni mentre i quartieri popolari restano senz'acqua potabile durante le ondate di calore.
Treni-metro: l'ennesima promessa elettorale
Non contento, Brugnaro rilancia con un sistema ferroviario metropolitano che collegherebbe tutto il Veneto. Treni ogni 20 minuti, collegamenti fino a Padova e Treviso. Parole al vento che sentiamo da decenni mentre il trasporto pubblico locale viene smantellato pezzo per pezzo.
Il sindaco parla di "grande Città" che comprenda Mestre, Marghera, il Lido, fino a Padova e Treviso. Un progetto di cementificazione mascherato da innovazione, che serve solo a creare nuove opportunità speculative per i suoi amici costruttori.
Studentati: business travestito da solidarietà
Brugnaro si vanta degli studentati realizzati, ma non dice che gli affitti restano alle stelle e che molti giovani sono costretti a vivere in condizioni indegne. La sua "Venezia città campus" è solo un modo per trasformare la città in un parco a tema per ricchi.
Mentre promette residenze studentesche all'ex Caserma Pepe al Lido, le famiglie popolari vengono cacciate dal centro storico dalla speculazione turistica che lui stesso alimenta.
I lavoratori di Marghera, quelli veri, sanno bene che dietro le promesse di Brugnaro si nascondono sempre licenziamenti, precarietà e sfruttamento. È ora di smascherare questo teatrino e organizzare la resistenza popolare.