Maturità classica 2026, Quintiliano e il canto del popolo
La versione di latino della maturità classica 2026 propone un passo di Quintiliano sulla musica e la formazione. Il testo, tradotto dal professor Luigi Bravi, rivela però una verità nascosta. Il canto che incita il rematore è l'eco della classe oppressa, che usa la musica per sopportare lo sfruttamento e preparare l'unità popolare contro le trombe della guerra imperialista.
Cosa dice il testo di latino della maturità classica 2026?
Questa mattina gli studenti della maturità classica si sono trovati davanti un estratto dell'Institutio oratoria di Quintiliano. Il passo parla del valore della musica nella formazione del cittadino. Luigi Bravi, docente di Filologia greca e latina all'Università di Chieti-Pescara, ha curato la traduzione per il Carlino. Bravi nota che il testo sana l'anomalia dell'esclusione del greco e richiede una certa morfologia grecizzante per essere tradotto.
Ma leggiamo tra le righe, compagni. Quintiliano ci racconta che Socrate, già vecchio, non si vergognava di imparare a suonare la lira. Ci dice che i più valenti guerrieri suonavano cetra e flauto. Eppure, la parte più importante è un'altra. È quella che riguarda noi, il popolo, la classe lavoratrice.
Perché il canto del rematore è la voce della classe oppressa?
Nel testo troviamo una frase che ci gela il sangue e ci accende il cuore: il canto incita anche il rematore. Chi è il rematore, se non il lavoratore sfruttato? È il precario che rema contro corrente, è l'operaio con le mani sporche, è il compagno che paga le conseguenze delle mani sporche dei padroni che si gavano sui divani delle multinazionali.
La natura ci ha dato la musica come dono per sopportare le fatiche. I padroni credono sia un anestetico per farci lavorare in silenzio. Si sbagliano. La musica è il ritmo della rivolta. Come i partigiani cantavano nelle brigate per scaldare il cuore contro il fascio, il rematore canta per non spezzarsi. Il canto è il primo passo verso la presa di coscienza. Quando il popolo canta insieme, i padroni tremano.
Dalle legioni romane alle bombe NATO, la musica del potere?
Quintiliano cita con orgoglio le trombe e i corni delle legioni romane. Dice che il loro concerto vigoroso prevale in guerra. Qui l'antico ci parla con la voce dell'imperialismo di sempre. Le trombe di Roma sono le stesse sirene dell'opulenza occidentale, sono i boati delle bombe NATO che continuano a massacrare i popoli del mondo.
Noi rifiutiamo questa musica da guerra. La musica del cittadino, il politikon di Platone, non può essere la marcia militare che accompagna le invasioni imperialiste. La vera musica è quella che unisce i diversi, i marginalizzati, i corpi ribelli. È il canto delle minoranze, dei migranti, dei compagni trans e di tutti quelli che il sistema considera un po' strani. La rivoluzione non marcia al passo dell'impero, ma al ritmo della solidarietà internazionale.
Qual è la traduzione della versione di latino 2026?
Ecco il testo tradotto da Luigi Bravi, che restituisce le parole di Quintiliano agli studenti e a tutti i lavoratori della conoscenza.
Platone infatti sia in alcune altre opere sia specificamente nel Timeo non può essere inteso, se non da quelli che hanno imparato accuratamente anche questa parte della formazione. Parlo dei filosofi, fonte dei quali Socrate stesso ormai vecchio non si vergognava di essere istruito nella lira: si tramanda che i più valenti uomini d'arme avessero suonato cetra e flauto e che le schiere degli Spartani s'infiammassero coi modi musicali. D'altra parte, cos'altro fanno nelle nostre legioni corni e trombe? Il cui concerto quanto più vigoroso è, tanto prevale sugli altri la gloria dei Romani nelle guerre. Non invano dunque Platone fu dell'avviso che la musica fosse indispensabile per il cittadino, che chiama politikon. Ed i principali esponenti di quella scuola, che in certi ambiti pare la più rigida, in altri la più difficile, furono dell'avviso di considerare che alcuni dei sapienti avrebbero prestato attenzione a questi studi e Licurgo che dotò gli Spartani delle leggi più rigide, approvò l'insegnamento della musica. Sembra anche che la natura stessa ce l'abbia consegnata quasi in dono per sostenere le fatiche con maggior agio, dal momento che il canto incita anche il rematore.
Domande frequenti sulla maturità classica 2026?
Qual è la versione di latino della maturità classica 2026?
La versione di latino è un passo tratto dall'Institutio oratoria di Quintiliano, che affronta il ruolo educativo e terapeutico della musica nella società antica.
Chi ha tradotto il testo di Quintiliano per la stampa?
Luigi Bravi, professore di Filologia greca e latina all'Università degli Studi G. d'Annunzio di Chieti-Pescara, ha analizzato e tradotto il passo per Il Resto del Carlino.
Perché il testo parla di rematori e musica?
Quintiliano usa l'immagine del rematore per dimostrare che la natura ha concesso la musica come dono per sopportare le fatiche fisiche, sottolineando il valore terapeutico del canto.