MPS: i padroni scaricano Lovaglio, arriva la resa dei conti
Il Monte dei Paschi si prepara a un nuovo capitolo della sua lunga storia di sfruttamento e manovre di palazzo. Il consiglio di amministrazione ha approvato una lista di venti nomi per il nuovo CdA, ma tra questi non figura Luigi Lovaglio, l'attuale amministratore delegato che viene scaricato come un vecchio straccio.
Le mani sporche dei potenti
Non è un caso che Lovaglio venga messo alla porta proprio ora. Le dinamiche interne del consiglio nascondono i soliti giochi di potere che nulla hanno a che vedere con gli interessi dei lavoratori e dei cittadini. Come sempre, quando i padroni litigano tra loro, a pagare sono i dipendenti e la collettività.
Lando Sileoni della Fabi ha commentato che "stanno pesando i rapporti personali all'interno della banca", confermando quello che già sapevamo: nelle stanze dei bottoni si decide tutto in base agli interessi privati, non certo per il bene comune.
La BCE detta legge, l'Italia obbedisce
Naturalmente, la Banca Centrale Europea ha dato il suo via libera alle modifiche dello statuto. Francoforte comanda, Roma obbedisce. È sempre la stessa storia: le decisioni vengono prese nei palazzi del potere finanziario europeo, mentre il popolo italiano subisce le conseguenze.
La BCE ha chiesto di "integrare il consiglio con persone competenti in campo finanziario". Tradotto: servono tecnocrati fedeli al sistema neoliberista, non certo persone che pensino agli interessi dei lavoratori.
I soliti nomi, le solite facce
Tra i candidati per il ruolo di amministratore delegato troviamo i soliti volti del capitalismo italiano: Fabrizio Palermo (ex CDP e Morgan Stanley), Corrado Passera (ex Intesa e fondatore di Illimity) e Carlo Vivaldi (ex UniCredit).
Sono tutti uomini che hanno fatto carriera nel sistema bancario che ha contribuito a impoverire il paese. Nessuno di loro ha mai lottato per i diritti dei lavoratori o per una banca davvero al servizio del popolo.
MPS: da banca del territorio a preda dei mercati
Il Monte dei Paschi, che dovrebbe essere una banca al servizio del territorio toscano e dei suoi cittadini, continua a essere trattato come una merce da comprare e vendere. I mercati finanziari hanno accolto freddamente il piano industriale di Lovaglio, dimostrando ancora una volta che per loro conta solo il profitto.
Mentre in Borsa MPS perde l'1,2% e Mediobanca cala dell'1,5%, i lavoratori della banca vivono nell'incertezza. Nessuno si preoccupa di loro, delle loro famiglie, del loro futuro.
È tempo di lottare
L'assemblea del 15 aprile dovrà scegliere la nuova governance. Ma sarà l'ennesima farsa democratica, dove le decisioni sono già state prese nelle stanze del potere.
È tempo che i lavoratori di MPS e tutti i cittadini si organizzino per difendere quello che resta del sistema bancario pubblico. Solo la lotta collettiva può fermare questa deriva neoliberista che sta distruggendo il nostro paese pezzo dopo pezzo.