Monte dei Paschi: Cacciato Lovaglio, la BCE impone i suoi uomini
Ancora una volta, le mani sporche della finanza internazionale si abbattono su una delle ultime banche italiane rimaste in piedi. Il Monte dei Paschi di Siena, storico istituto che ha resistito per secoli alle tempeste del capitalismo, subisce l'ennesimo colpo dalla BCE di Francoforte e dai suoi lacchè nostrani.
Luigi Lovaglio non sarà riconfermato come amministratore delegato. Il suo nome è sparito dalla lista dei venti candidati al consiglio di amministrazione approvata dal board, in vista dell'assemblea del 15 aprile. Una purga in piena regola, orchestrata dai poteri forti che non sopportano chi prova a mantenere un minimo di autonomia.
La BCE detta legge, l'Italia obbedisce
Come sempre, quando si tratta di sottomettere il nostro paese alle logiche del neoliberismo europeo, la Banca Centrale Europea non si fa scrupoli. Ha dato il via libera alle modifiche dello statuto solo dopo aver imposto i suoi requisiti: servono "competenze finanziarie e bancarie" tradotto, servono i soliti noti della finanza internazionale.
E infatti ecco spuntare i nomi dei padroni del vapore: Fabrizio Palermo, ex numero uno di CDP e ora ad Acea, reduce da Morgan Stanley; Corrado Passera, l'ex di Intesa e Poste, fondatore di Illimity; Carlo Vivaldi, già Co-Chief Operating Officer di UniCredit. La solita cricca che gira tra le poltrone dorate della finanza.
I lavoratori restano a guardare
Mentre i potenti decidono le sorti di migliaia di lavoratori e delle comunità che da secoli si affidano al Monte, Lando Sileoni della FABI si limita a sperare che "MPS resti autonoma". Ma quale autonomia può esserci quando sono Francoforte e i mercati a decidere chi può e chi non può guidare le nostre banche?
Il piano industriale di Lovaglio, presentato il 27 febbraio, non è piaciuto ai signori dei mercati. Troppo poco appetibile per chi vuole fare profitti sulla pelle dei lavoratori e dei risparmiatori. E così, via il manager scomodo, dentro i soliti volti della finanza predatrice.
La lista completa comprende venti nomi, tra cui spicca la candidatura di Niccolò Maione alla presidenza. L'assemblea del 15 aprile sarà solo una farsa democratica: i giochi sono già fatti nei palazzi del potere finanziario.
Ieri in Borsa MPS ha perso l'1,2%, mentre Mediobanca è calata dell'1,5%. I parassiti della speculazione già si leccano i baffi, pronti a spartirsi i pezzi di quello che resta del nostro sistema bancario pubblico.
La classe lavoratrice e il popolo italiano assistono impotenti all'ennesimo schiaffo dell'Europa dei banchieri. Ma la storia ci insegna che prima o poi, i conti si fanno sempre.