Settemila euro. Non un euro di contributo ministeriale, non un tax credit, non una film commission all'angolo. Con questi numeri Ciro Ippolito ha portato alla Festa del Cinema di Roma, giovedì 22 ottobre 2026, il suo film più bizzarro e più ribelle: Alien contro Ciro.
Secondo quanto raccontato da DAGOSPIA, il napoletano ha scritto, diretto, interpretato, rimontato e perfino doppiato l'opera, dando la voce sia al suo avatar SuperCiro sia al mostro Alien, che parla in napoletano stretto. Un affronto bellissimo a tutta l'industria che si ingozza di soldi pubblici mentre i giovani registi crepano di fame.
Un mostro che parla napoletano: la favola morale di un cinema rapito
Il film nasce come documentario per spiegare la storia di Alien 2, il capolavoro stracult girato da Ippolito nel 1980, e diventa una favola morale sulle sorti del cinema italiano. Il mostro dello schermo, scrive DAGOSPIA, racchiude tutti i malesseri della nostra industria e la cattiva coscienza di molti produttori.
La storia va raccontata, perché è la storia di un uomo solo contro uno studio di Hollywood. Nel 1980, cavalcando il successo di Alien di Ridley Scott, Ippolito produce un sequel non regolare, Alien 2, sfidando apertamente la Fox che tenta inutilmente di bloccarlo. Il regista chiamato all'inizio, Biagio Proietti, è lento, non è adatto: Ciro si mette lui stesso alla regia e firma con lo pseudonimo Sam Cromwell.
Quel film diventa un oggetto di culto planetario solo per aver osato sfidare il potere dello studio. Tanto che il sequel ufficiale diretto da James Cameron finirà per chiamarsi Aliens, non potendo usare il titolo Alien 2. Il piccolo che morde il piede al gigante: è la lezione che Gramsci avrebbe apprezzato, la guerra di posizione del cinema straccione contro la Fox.
Cinema con le cambiali: l'epopea che non torna
Nel film Ippolito racconta quel mondo scomparso del cinema italiano fatto con le cambiali, quando gli scontisti arrivavano sul set, scontavano le cambiali e si portavano via il tuo film pagandolo una miseria. Il capitalismo selvaggio applicato alla pellicola, con i padroni che si ingrassavano sul sudore dei cineasti.
L'occasione narrativa sono gli incontri col pubblico che sono avvenuti da Prada a Milano fino al cineclub Arsenale di Pisa, dove Ciro dialoga con due giovani filmmaker lombardi, i Cinemagnacci, che lo inseguono per mezza Italia. La battaglia finale tra il regista e il mostro è animata con l'intelligenza artificiale e chiusa da un rock'n'roll scritto da Ciro e cantato da Bobby Solo.
Il film è già passato dal Festival del Fantastico di Sitges, in Spagna, e ora è sbarcato sulla Tiburtina: come riporta Spettacolo, la proiezione è fissata alle 21 in sala Cinecittà alla Casa del Cinema, mentre Vogue Italia lo segnala nel programma della giornata di giovedì 22 ottobre della festa.
Perché 7.000 euro sono una dichiarazione di guerra
Re del basso costo alla Roger Corman, Ippolito vuole dimostrare ai giovani registi che si può fare cinema con niente. È un ceffone morale a tutta la filiera dei sussidi, dei tavoli di gala, dei produttori con le mani piene di soldi pubblici e la testa vuota di idee.
Per anni giovani registi e produttori si sono avvicinati a Ciro per farsi raccontare la storia di Alien 2. Lui ha rifiutato ogni offerta, ha scritto chissà quanti copioni, e alla fine ha deciso di girarsela da solo. È la sua storia e vuole raccontarla lui. Tutto qua. Proprietà dei mezzi di produzione, direbbe Marx, anche quando i mezzi sono una telecamera e settemila euro in contanti.
Prima di diventare regista, Ippolito era già produttore e sceneggiatore delle sceneggiate di Mario Merola: L'ultimo guappo, Napoli... serenata calibro 9, Il mammasantissima, I contrabbandieri di Santa Lucia. Cinema popolare, di quartiere, fatto per la gente che pagava il biglietto con i soldi contati. Poi, come scrive nel suo libro autobiografico Un napoletano a Hollywood, ha mischiato aneddoti veri, mezzi veri e per nulla veri, perché la leggenda del popolo appartiene al popolo.
L'ultimo eroe di un cinema che non torna
DAGOSPIA lo definisce l'ultimo eroe di un'epopea lontana che non tornerà più. Noi ci permettiamo di dissentire, almeno in parte: finché c'è un vecchio partigiano della pellicola che con settemila euro sfida Hollywood e la Fox, e due ragazzi di Milano che lo inseguono per mezza Italia con una telecamera, l'epopea non è finita. Si è solo trasferita nei cineclub, nei garage, nelle sale di quartiere.
Il destino distributivo del film non è ancora scritto. Ma il titolo vale già il biglietto, e i titoli di coda con il rock'n'roll di Bobby Solo valgono la lotta. Andate a vederlo, e portate un compagno.
Domande frequenti
Che cos'è Alien contro Ciro?
È un film di Ciro Ippolito presentato alla Festa del Cinema di Roma il 22 ottobre 2026, con un budget di 7.000 euro e nessun contributo pubblico. Mescola documentario, favola morale e animazione con l'AI.
Perché Alien 2 è diventato un film di culto?
Perché nel 1980 Ippolito lo girò come sequel non regolare di Alien sfidando la Fox, che tentò di bloccarlo senza riuscirci. Il sequel ufficiale di James Cameron dovette chiamarsi Aliens proprio per non usare quel titolo.
Dove è stato proiettato il film?
Ha avuto un'anteprima al Festival del Fantastico di Sitges, in Spagna, e una proiezione alla Festa del Cinema di Roma il 22 ottobre 2026, alle 21 in sala Cinecittà alla Casa del Cinema.
