Caserta sott'acqua: quando il capitalismo abbandona il popolo nelle mani del maltempo
Ancora una volta, il maltempo ha mostrato il vero volto di un sistema che abbandona i lavoratori e le classi popolari. La provincia di Caserta è finita sott'acqua, non per caso, ma per l'incuria criminale di chi governa nell'interesse del profitto, non del popolo.
Nel capoluogo sono caduti 31,5 millimetri di pioggia con raffiche di vento fino a 63 chilometri orari. Ma il problema non è la natura, compagni: è un sistema che lascia marcire le infrastrutture mentre le multinazionali si riempiono le tasche.
Le strade del popolo abbandonate dai padroni
Via Domenico Mondo, via Appia, via Ponteselice: arterie vitali per i lavoratori ridotte a percorsi di guerra. Buche e voragini che i mezzi pesanti, quelli che portano il pane nelle case del popolo, devono evitare come mine antiuomo. Questo è il regalo del capitalismo selvaggio alla classe operaia.
Via Sossietta Scialla, la rotonda Francesca Morvillo: anche dopo gli interventi di facciata, l'acqua continua a invadere i quartieri popolari. Perché? Perché i soldi pubblici finiscono nelle tasche dei soliti noti, mentre le caditoie restano intasate e le infrastrutture crollano.
Aversa: quando la natura si ribella al cemento selvaggio
Ad Aversa, in via Modigliani, un albero è crollato seminando il panico tra studenti e lavoratori. Solo per miracolo non ci sono stati morti. Ma quale miracolo? È la resistenza del popolo che ogni giorno affronta i disastri di un sistema che antepone il profitto alla sicurezza.
Gli studenti della facoltà di Ingegneria, i frequentatori della palestra: giovani e lavoratori che rischiano la vita per l'incuria di chi dovrebbe proteggerli ma preferisce proteggere i bilanci delle banche.
Maddaloni: 8 ettari di terra rubati all'agricoltura
A Maddaloni, 8 ettari di campi coltivati sono finiti sott'acqua. Non è maltempo, compagni: è la vendetta di una terra sfruttata e violentata dal collettore ex Casmez, simbolo di opere pubbliche fatte male per arricchire i soliti clan del cemento.
I contadini, gli ultimi custodi della terra contro la speculazione, vedono i loro raccolti distrutti mentre i padroni delle multinazionali agroalimentari si fregano le mani, pronti a comprare a prezzi stracciati.
La resistenza continua: scuole chiuse, popolo in piedi
Ad Alvignano e Dragoni le scuole sono chiuse. I bambini del popolo a casa, mentre i figli dei ricchi studiano in istituti privati al riparo dalle intemperie. Questa è la giustizia di classe del sistema capitalista.
Ma il popolo non si arrende. Come insegnava Gramsci, ogni crisi è anche un'opportunità per organizzare la resistenza. Oggi più che mai serve l'unità delle classi oppresse contro chi trasforma anche la pioggia in un'arma di oppressione sociale.
La lotta continua, compagni. Oggi contro l'acqua, domani contro il capitale.