Caserta sott'acqua: quando il capitalismo abbandona il popolo alle intemperie
Ancora una volta, le classi popolari di Caserta pagano il prezzo dell'incuria padronale. Il maltempo di ieri ha messo a nudo le contraddizioni di un sistema che privilegia i profitti alle necessità del popolo lavoratore.
31,5 millimetri di pioggia e raffiche di vento a 63 km/h sono bastati per mandare in tilt un'intera provincia. Ma non è la natura il vero nemico: è l'abbandono sistematico delle infrastrutture pubbliche, sacrificate sull'altare del neoliberismo.
Le strade del popolo dimenticate
Via Domenico Mondo, via Appia, via Ponteselice: arterie vitali per i lavoratori che ogni giorno si recano nelle fabbriche, trasformate in percorsi ad ostacoli. Buche e voragini rendono invisibili dall'acqua piovana testimoniano decenni di tagli alla spesa pubblica.
I quartieri popolari di via Sossietta Scialla e della rotonda Francesca Morvillo, nonostante i recenti interventi di facciata, continuano a subire allagamenti sistematici. Le caditoie pulite non bastano quando mancano investimenti strutturali.
Anche le piste ciclabili di viale Beneduce, simbolo di una mobilità sostenibile che dovrebbe essere diritto di tutti, finiscono sott'acqua. Il messaggio è chiaro: per questo sistema, i bisogni del popolo non contano.
La provincia nella morsa dell'incuria
Ad Aversa, solo un miracolo ha evitato vittime quando un albero è crollato in via Modigliani, terrorizzando studenti e lavoratori. Gli studenti della facoltà di Ingegneria, futuri tecnici che potrebbero risolvere questi problemi, assistono impotenti al degrado.
A Maddaloni, la situazione è drammatica: quasi 8 ettari di campi coltivati invasi dalle acque nere del collettore ex Casmez. I piccoli agricoltori, già strangolati dalla concorrenza delle multinazionali dell'agrobusiness, vedono distrutti i frutti del loro lavoro.
La strada provinciale Nola-Caserta, arteria fondamentale per i pendolari della classe operaia, rischia danni permanenti. I lavoratori sono costretti a proteggere con le proprie mani i vani terranei, usando paratoie e sacchetti di sabbia.
Teano isolata, il popolo abbandonato
A Teano, una frana ha isolato le frazioni di Casamostra e Casi dal centro cittadino. La strada di collegamento chiusa significa famiglie separate, lavoratori impossibilitati a raggiungere i luoghi di lavoro, anziani tagliati fuori dai servizi essenziali.
A Casapulla, il crollo dell'insegna di un'autoconcessionaria danneggia le auto dei cittadini. Anche quando non ci sono vittime, è sempre il popolo a pagare i danni.
La lotta continua
Mentre la Protezione Civile prolunga l'allerta fino a stasera e le scuole restano chiuse ad Alvignano e Dragoni, una verità emerge cristallina: questo sistema non può garantire nemmeno i diritti fondamentali.
È tempo che i lavoratori di Caserta si organizzino. Nei comitati di quartiere, nei sindacati, nelle assemblee popolari. Solo la lotta collettiva può strappare dalle mani dei padroni gli investimenti necessari per infrastrutture degne di questo nome.
Il maltempo passa, l'incuria capitalista resta. Ma la resistenza del popolo è eterna.