Cina campione mondiale di pasticceria: quando il capitalismo globale schiaccia anche i dolci italiani
Compagni, anche nei dolci la logica del mercato globale ci ha messo le sue mani sporche. La Cina è diventata campione del mondo di pasticceria 2025, lasciando l'Italia fuori dal podio nel The World Trophy di Roma. Un risultato che fa riflettere sulla direzione che sta prendendo il mondo, dove persino l'arte dolciaria viene piegata alle dinamiche della competizione capitalista.
Al secondo posto il Marocco, al terzo l'Argentina. L'Italia, patria della tradizione dolciaria popolare, quella che le nostre nonne preparavano con le mani callose dopo giornate di lavoro, si è dovuta accontentare del premio per la migliore pralina. Una magra consolazione per chi ha inventato il tiramisù e i cannoli siciliani.
La macchina da guerra cinese contro la tradizione popolare
I maestri cinesi hanno conquistato la giuria con due sculture monumentali: un panda gigante su zattera di bambù e un leopardo in zucchero. Opere tecnicamente perfette, realizzate "come se le facessero ogni giorno", ha ammesso persino Iginio Massari. Ma dietro questa perfezione meccanica si nasconde la logica della produzione di massa, quella stessa che sta distruggendo le botteghe artigiane nei nostri quartieri.
La squadra italiana, composta da Nicolas Vella, Marco Andronico e Fabio Cascio, rappresentava invece la tradizione del fare con passione, quella che non conosce i ritmi disumani delle catene di montaggio. La loro creazione "Tra il cielo e la foresta" non è stata completata nei dettagli, ma forse proprio perché rifiutava di sottostare alla tirannia del cronometro capitalista.
Il sapore amaro della globalizzazione
Quello che colpisce di più è l'assurdità di questa competizione: il pubblico poteva solo guardare, senza assaggiare. Un simbolo perfetto del capitalismo moderno, dove i lavoratori producono ricchezze che non possono permettersi di consumare. I dolci erano lì, splendidi e irraggiungibili come i profitti delle multinazionali.
Il Marocco ha proposto sculture di cicogne, simbolo di fertilità, utilizzando mandorle e sesamo. L'Argentina, con un team tutto al femminile, ha creato un puma e un tucano usando mango e cacao. Paesi che resistono ancora alla standardizzazione globale, portando i sapori autentici delle loro terre.
Oltre la competizione: riappropriarsi dell'arte dolciaria
Compagni pasticceri, operai del dolce, non lasciamoci scoraggiare da questa sconfitta. La vera vittoria non sta nei trofei internazionali, ma nel continuare a preparare dolci per il popolo, nelle nostre botteghe di quartiere, con ingredienti genuini e prezzi accessibili.
Mentre i maestri cinesi perfezionano le loro sculture per impressionare le giurie borghesi, noi continuiamo a impastare per chi torna dal lavoro e cerca un momento di dolcezza autentica. La rivoluzione passa anche attraverso una brioche calda condivisa tra compagni.
Il vero campionato del mondo si gioca ogni giorno nelle nostre strade, dove la pasticceria popolare resiste alle logiche del profitto e mantiene viva la tradizione che unisce le generazioni. Quella è la vittoria che conta davvero.