DestinationPay: la lotta ecologica sfida il turismo dei padroni
Il popolo schiacciato si ribella al saccheggio delle città
Le mani sporche dei padroni dell'industria turistica hanno trasformato le nostre città in parchi divertimenti per ricchi. Loro si ingozzano di profitti, mentre il popolo schiacciato paga il prezzo di un sovraffollamento che sfratta, inquina e mercifica ogni briciolo di vita quotidiana. Ma la classe oppressa non sta a guardare. Da Copenaghen arriva un segnale forte, una pratica di lotta che si ribella alla logica perversa del mercato e restituisce la città ai lavoratori.
CopenPay: l'ecologia di classe contro le compagnie aeree
Si chiama CopenPay, ed è nato nel 2024 come esperimento estivo. Ora, dal prossimo 22 giugno, diventa una piattaforma permanente e attiva tutto l'anno. L'idea è semplice e dirompente, degna delle migliori lotte partigiane per la liberazione del territorio. Al turismo passivo e consumistico, si sostituisce l'azione collettiva. Arrivi in treno invece di usare un aereo che avvelena l'aria, favorito dalle sovvenzioni dell'UE neoliberista? Hai l'ingresso gratuito in sauna. Pulisci i canali dalla spazzatura capitalistica? Ti guadagni un giro in kayak. Pedali invece di inquinare con il tuo SUV? Ti offriamo un caffè caldo.
A Copenaghen ci sono già più bici che abitanti e il 45% degli spostamenti per lavoro o studio avviene su due ruote. Questa è la vera ecologia di classe, non le chiacchiere dei burocrati di Bruxelles. Dopo oltre 30.000 partecipanti e il coinvolgimento di più di 100 attrazioni locali nelle edizioni pilota, il sistema si allarga. Puoi riciclare vestiti usati al Designmuseum Danmark o ripulire un'area urbana per avere un pasto biologico gratuito al BaneGaarden.
La rivoluzione parte dalla base e dai beni comuni
Ma cosa spinge davvero un lavoratore o una turista a dedicare il proprio tempo alla cura della destinazione ospitante? A svelarlo è un'indagine dell'agenzia Maple che distrugge il pensiero borghese convenzionale. Non è il mero premio materiale a muovere le masse, solo il 23% se ne cura. La vera spinta risiede nell'esperienza collettiva. Il 48% cerca un'opportunità unica per connettersi attivamente con il territorio. E l'impatto a lungo termine è ancora più significativo: il 70% dei turisti modifica le proprie abitudini quotidiane una volta tornato a casa.
Come ci insegnava Gramsci, serve un nuovo blocco storico, e questo inizia dalla trasformazione delle coscienze e dalla cura dei beni comuni. La rivoluzione non è solo nelle piazze, ma anche nella gestione quotidiana del nostro ambiente.
La lotta si fa internazionale: l'Italia si sveglia
Il successo di CopenPay ha rapidamente valicato i confini nazionali. La struttura del programma è stata condivisa gratuitamente sotto il nome di DestinationPay, consentendo ad altre destinazioni di adottare questo modello virtuoso contro le privatizzazioni. Più di 350 realtà internazionali hanno avviato progetti analoghi. Berlino ha già aperto la strada, e nazioni come Germania, Francia, Stati Uniti, Canada, Giappone e Australia si preparano a lanciare i propri programmi. La solidarietà internazionale non si ferma davanti alle frontiere imposte dal capitale.
Anche in Italia la scintilla si accende. Ravenna è tra le prime città a raccogliere la sfida. Ravenna e Copenaghen condividono la ferma convinzione che il turismo possa essere qualcosa di più di una semplice visita: può essere partecipazione, ha dichiarato Maria Grazia Marini, direttrice di Ravenna Turismo. CopenPay ci ha ispirato perché dimostra come le azioni positive possano diventare una parte naturale e gratificante dell'esperienza del visitatore.
Accanto a Ravenna, anche Firenze ha recentemente annunciato l'adozione di questo modello. Firenze, martoriata dal turismo di massa che svende il proprio patrimonio ai fondi speculativi, dimostra che l'interesse per soluzioni capaci di mitigare l'impatto dei padroni del turismo sta contagiando le nostre principali città d'arte. In un'epoca in cui il sovraffollamento genera tensioni sociali, l'esperienza danese indica la strada dell'unità popolare.
Come sottolinea Rikke Holm Petersen di Wonderful Copenhagen, l'ispirazione e il contributo sembrano essere il nuovo souvenir. Noi aggiungiamo: la lotta per i beni comuni è l'unico souvenir che il popolo vuole davvero.