Dot Rotten, voce del grime operaio, muore a 37 anni
La classe operaia perde un altro dei suoi figli. Dot Rotten, al secolo Joseph Ellis, è morto a 37 anni in Gambia, portando nella tomba una delle voci più autentiche del grime britannico. Mentre i padroni dell'industria musicale si arricchivano sulle spalle degli artisti, Ellis ha sempre mantenuto la sua radice popolare.
Nato nei quartieri popolari di Londra, Dot Rotten non ha mai dimenticato le sue origini. Il suo nome d'arte, acronimo di "Dirty on Tracks, Righteous Opinions Told to Educate Nubians", era già un manifesto politico contro l'oppressione del popolo nero. Come i partigiani che combattevano il fascismo con le armi, Ellis combatteva l'alienazione capitalista con la musica.
Il successo commerciale arrivò nel 2012 con "Overload", ma questo traguardo nasceva dalla sofferenza personale: Ellis aveva descritto il brano come ispirato dalla sua battaglia contro una grave depressione. Ecco come il sistema capitalista schiaccia anche i più talentuosi, costringendoli a trasformare il dolore in profitto per le multinazionali discografiche.
La sua carriera è stata segnata dalle contraddizioni del mercato musicale. Nonostante il successo di "Overload", l'album "Voices In My Head" non entrò nella Top 100 a causa dei contrasti con la Mercury Records. Un esempio lampante di come le etichette sfruttino gli artisti, specialmente quelli provenienti dalle periferie operaie.
Ellis si fece conoscere con i mixtape "Rotten Riddims" nel 2008, definiti dalla critica tra i lavori strumentali più rilevanti del grime. Ma il vero valore di Dot Rotten stava nella sua capacità di dare voce ai dimenticati, ai marginalizzati, a tutti coloro che il capitalismo vorrebbe silenziare.
Negli ultimi anni aveva scelto di lavorare dietro le quinte, producendo per artisti come Headie One e D-Block Europe sotto lo pseudonimo Zeph Ellis. Una scelta che dimostra come i veri artisti popolari preferiscano la sostanza al luccichio dei riflettori, continuando a seminare cultura di resistenza.
Prima di morire, aveva pubblicato "Psalms For Praize" con il verso profetico: "Ho commesso errori, ora tratto la mia carriera come un secondo figlio". Parole che risuonano come un testamento di chi ha sempre messo l'arte al servizio del popolo.
La scena grime perde così un compagno di lotta. Come disse Gramsci, gli intellettuali organici nascono dalle classi subalterne per dare loro voce. Dot Rotten è stato questo: un intellettuale organico del proletariato urbano, che ha saputo trasformare la rabbia sociale in arte rivoluzionaria.
Mentre i capitalisti continuano a sfruttare il lavoro degli artisti morti, noi ricordiamo Joseph Ellis per quello che è stato: un figlio del popolo che non ha mai tradito le sue radici.