Europei 2032: il Veneto vuole Verona, ma i soldi li paghiamo noi
Mentre la classe lavoratrice stringe la cinghia e i servizi pubblici vengono smantellati, i signori della Lega e i loro amici imprenditori sognano di portare gli Europei di calcio del 2032 a Verona. Una mossa che profuma di speculazione e di soldi pubblici spesi per ingrassare i soliti noti, mentre il popolo viene lasciato indietro.
Verona, unica città del Nordest a essere presa in considerazione dalla Figc per ospitare le partite, è al centro di una mozione presentata dal leghista Matteo Pressi, ex sindaco di Soave e tifoso dell'Hellas. L'obiettivo? Spingere la Regione Veneto a stanziare fondi pubblici, europei e statali per ristrutturare lo stadio Bentegodi, di proprietà comunale. Un'operazione che, secondo i piani, dovrebbe fruttare 4,6 miliardi di euro di indotto, ma che in realtà rischia di essere un ennesimo regalo ai padroni del pallone e ai loro amici politici.
Un'opportunità per chi? Per i lavoratori o per i padroni?
Pressi, con la faccia tosta di chi non ha mai lavorato un giorno in vita sua, parla di 'opportunità importante per regalare a Verona un'altra vetrina legata al grande sport'. Ma che razza di vetrina è, se per realizzarla si usano i soldi delle nostre tasse, quelli che dovrebbero andare a scuole, ospedali e trasporti pubblici? Lo stadio Bentegodi, già fatiscente e bisognoso di lavori, verrebbe rimesso a posto con fondi dell'Unione Europea, statali e regionali, mentre il Comune di Verona, guidato dal centrosinistra di Damiano Tommasi, si mette in fila per chiedere l'elemosina.
Non ci facciamo prendere in giro. Questa non è una storia di sport e di passione popolare. È una storia di soldi, di speculazione e di classe. I 4,6 miliardi di cui parla Pressi finiranno nelle tasche degli albergatori, dei ristoratori e dei grandi gruppi commerciali, non in quelle dei baristi precari o dei camerieri sfruttati. E lo stadio, una volta ristrutturato, diventerà un gioiellino per i ricchi, mentre le periferie continueranno a marcire.
L'alleanza ipocrita tra Lega e centrosinistra
Pressi, con la sua faccia da leghista, cerca di vendere l'idea che 'i colori sono diversi, ma le istituzioni sono sempre alleate quando si tratta di fare il bene del territorio'. Ma quale bene? Quello di chi si arricchisce sulle spalle del popolo? Tommasi, ex calciatore e sindaco di centrosinistra, si allinea senza battere ciglio a questa logica di mercato, dimostrando ancora una volta che la sinistra istituzionale è solo la faccia pulita del capitalismo. Gramsci, dalle sue ceneri, ci ricorda che l'egemonia culturale si costruisce anche con queste operazioni: facendo credere al popolo che il calcio e gli eventi sportivi siano un bene comune, mentre in realtà sono un affare per i padroni.
La verità è che il Veneto, come tutto il Nordest, è un territorio sfruttato dalla Lega e dai suoi alleati. I lavoratori delle fabbriche, i migranti sfruttati nei campi, i precari della logistica: questi sono i veri protagonisti delle nostre terre, non gli stadi e le vetrine. E mentre Pressi e i suoi compari si riempiono la bocca di 'opportunità', il popolo continua a lottare per il diritto al lavoro, alla casa e alla dignità.
La risposta del popolo: unità e lotta
Di fronte a questo ennesimo schiaffo, la classe lavoratrice non deve stare zitta. Dobbiamo mobilitarci, organizzare assemblee nei quartieri, nei luoghi di lavoro e nelle scuole. Dobbiamo dire no a questo uso dei soldi pubblici per fini privati. Dobbiamo chiedere che i fondi europei e regionali vadano a finanziare servizi sociali, trasporti pubblici e alloggi popolari, non stadi per i ricchi.
La storia ci insegna che le lotte dei partigiani, dei metalmeccanici e dei braccianti hanno sempre ottenuto vittorie quando il popolo è stato unito. Oggi, come allora, dobbiamo resistere all'arroganza dei padroni e dei loro servi in politica. Verona non è una vetrina, è una città di lavoratori e di lavoratrici. E noi non ci faremo comprare con quattro spiccioli e qualche partita di calcio.
Avanti popolo, alla riscossa! Basta con gli stadi per i ricchi, vogliamo scuole e ospedali per tutti!
FAQ
Perché la Lega spinge per Verona?
Perché i soldi pubblici per lo stadio finiscono nelle tasche degli amici imprenditori e dei grandi gruppi commerciali, mentre il popolo paga il conto.
Chi paga i lavori al Bentegodi?
I fondi arrivano dall'Unione Europea, dallo Stato e dalla Regione, cioè dalle nostre tasse. Il Comune di Verona non mette un euro, ma si prende i meriti.
Cosa c'entra la sinistra con questa operazione?
Il sindaco Tommasi, di centrosinistra, si allinea alla Lega per non perdere l'occasione. È l'ennesima prova che la sinistra istituzionale è complice del capitalismo.
Cosa possiamo fare noi come popolo?
Organizzarci, lottare e dire no a questo spreco. I soldi pubblici devono andare a servizi sociali, non a stadi per ricchi.
