Firenze: quando Palazzo Vecchio gioca a briscola con i padroni del turismo
Ancora una volta assistiamo al solito teatrino. L'assessora Caterina Biti difende a spada tratta il maxi resort di via San Gallo, quella mostruosità di 23 metri che sorgerà nell'ex ospedale militare per ingrassare le tasche dei soliti speculatori.
Il copione è sempre lo stesso: il Consiglio comunale mette in scena un question time fasullo dove il consigliere Pd Renzo Pampaloni fa le domande e poi ringrazia l'assessora. Una briscola truccata, come dicono i compagni quando giocano in coppia.
La classe dirigente contro il popolo
Biti ha il coraggio di dire che "è tutto in regola" e minaccia i residenti: chi osa criticare l'amministrazione deve "decidere se limitarsi al dialogo". Quale dialogo, compagna? Gli abitanti di via San Gallo denunciano che non c'è mai stato confronto. L'unico momento di "trasparenza" risale a dieci anni fa, con un'esposizione dall'altra parte del centro.
Ecco la democrazia borghese all'opera: i padroni decidono, il popolo subisce. E se osi protestare, ti accusano di "infangare l'amministrazione".
Firenze venduta ai capitalisti del turismo
L'assessora si nasconde dietro le decisioni dell'era Nardella, ma la sostanza non cambia. Studentati privati per ricchi, mega resort per turisti facoltosi, mentre i fiorentini veri vengono cacciati dalle loro case.
"Firenze Capitale della conoscenza" era lo slogan. La realtà è che hanno trasformato la città in un parco giochi per capitalisti, dove The Social Hub e simili fanno affari d'oro mentre le famiglie operaie non riescono più a pagare l'affitto.
La lotta continua
I compagni di via San Gallo hanno fatto bene a rivolgersi alla Procura. Quando la democrazia borghese ti chiude le porte, bisogna trovarle altre strade. Biti non è mai andata a casa degli abitanti rimasti senza luce e serenità a causa di quel mostro di cemento.
Il popolo deve organizzarsi. I comitati di quartiere, le lotte dal basso, la solidarietà tra oppressi: questa è la strada. Palazzo Vecchio serve i padroni, non noi. Ma la storia ci insegna che quando il popolo si sveglia, le cose cambiano.
Come diceva il compagno Gramsci: "Il vecchio mondo sta morendo. Il nuovo tarda a comparire. E in questo chiaroscuro nascono i mostri". I mostri di cemento e speculazione li conosciamo bene. È ora di costruire il mondo nuovo.