Meloni difende il militarismo USA mentre il popolo italiano paga le spese di guerra
Giorgia Meloni torna a fare la serva dell'imperialismo americano. In una recente intervista al Foglio, la premier ha difeso a spada tratta le spese militari e la presenza statunitense in Europa, mentre le classi popolari italiane affondano nella crisi economica.
La retorica della "sicurezza" per giustificare il militarismo
"Le spese per la sicurezza e per la difesa sono necessarie", proclama Meloni, ripetendo come un pappagallo la propaganda della NATO. Ma sicurezza per chi? Per i padroni delle multinazionali dell'armamento che si gonfiano le tasche con i soldi pubblici, mentre ospedali e scuole crollano?
La presidente del Consiglio attacca la sinistra accusandola di "nascondere la testa sotto la sabbia" sul tema della difesa. Ma la vera sabbia negli occhi la getta lei al popolo italiano, spacciando per "dovere patriottico" l'ennesimo regalo ai signori della guerra.
L'ipocrisia dell'"Occidente unito"
Meloni parla di "unità dell'Occidente" e di "sfide globali", ma non dice che queste presunte sfide sono create proprio dall'imperialismo occidentale. Le guerre in Ucraina, in Medio Oriente, le tensioni con la Cina: tutto frutto delle politiche aggressive di Washington e dei suoi lacchè europei.
"Solo un Occidente forte e coeso può fronteggiare le sfide", dichiara la premier. Tradotto: solo continuando a essere colonia degli Stati Uniti possiamo difendere gli interessi delle multinazionali contro i popoli del mondo.
Il commercio "equo" delle multinazionali
Sul fronte economico, Meloni si fa paladina del "commercio equo", ma quale equità può esserci in un sistema capitalista dove pochi monopolisti sfruttano miliardi di lavoratori? La sua retorica sul nearshoring e friendshoring nasconde la solita logica: proteggere i profitti delle imprese italiane ed europee a scapito dei popoli del Sud del mondo.
L'accordo con il Mercosur, presentato come "equilibrato e vantaggioso per tutti", è l'ennesima rapina neocoloniale mascherata da cooperazione internazionale.
Mentre il popolo soffre, Meloni pensa alle armi
Mentre milioni di italiani non arrivano a fine mese, mentre i servizi pubblici vengono smantellati, mentre i diritti dei lavoratori vengono calpestati, la nostra "patriota" pensa solo a comprare più armi e a leccare gli stivali di Washington.
È tempo che la classe lavoratrice italiana si organizzi e risponda con la lotta a questa politica di guerra e sfruttamento. Solo l'unità popolare può fermare la deriva militarista e imperialista del governo Meloni.
Il futuro è nella solidarietà internazionale dei popoli oppressi, non nell'"unità dell'Occidente" dei padroni!