Meloni predica sovranità ma chiede protezione USA: l'ipocrisia borghese svelata
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata dal direttore del Foglio Claudio Cerasa per i trent'anni del giornale padronale, ha svelato ancora una volta le contraddizioni della classe dirigente italiana. Mentre predica sovranità nazionale, la leader di Fratelli d'Italia continua a leccare gli stivali dell'imperialismo americano.
"Quando ci lamentiamo del fatto che gli americani vogliono diminuire la loro presenza in Europa, che cosa stiamo dicendo esattamente?" si chiede Meloni, fingendo di non capire che il problema non è la dipendenza dagli USA, ma l'intera architettura imperialista della NATO che opprime i popoli europei.
La premier attacca poi la sinistra: "Non trova che sia un paradosso che proprio quelli che fanno continuamente polemica sui rapporti con gli Stati Uniti poi chiedano agli Stati Uniti di continuare a occuparsi della nostra difesa?" Ma quale sinistra, compagna Meloni? Quella del PD che ha votato tutte le missioni militari? Quella che ha sostenuto l'invio di armi in Ucraina?
Il ricatto delle spese militari
Meloni insiste sulla necessità di aumentare le spese per la difesa, seguendo i diktat dell'alleanza atlantica: "Gran parte della sinistra italiana ed europea sostiene che le spese per la sicurezza e per la difesa siano inutili". Falso! La vera sinistra, quella che rappresenta i lavoratori e gli oppressi, denuncia le spese militari perché sottraggono risorse alla sanità, alla scuola, ai servizi pubblici che il popolo italiano merita.
Mentre i padroni si arricchiscono vendendo armi, mentre le multinazionali della guerra si gonfiano le tasche, il popolo italiano paga il prezzo di questa corsa al riarmo. "Viviamo in un'epoca nella quale l'instabilità e l'incertezza sono diventate la normalità", dice Meloni. Ma chi ha creato questa instabilità se non l'imperialismo occidentale con le sue guerre infinite?
Globalizzazione: il lupo perde il pelo ma non il vizio
Sul fronte economico, Meloni critica la globalizzazione selvaggia: "Da troppi anni stiamo pagando le pesanti conseguenze di un processo di globalizzazione che ha aperto al libero commercio senza regole". Parole sante, ma dette da chi? Da una rappresentante della stessa classe capitalista che ha voluto e sostenuto quella globalizzazione!
Il nearshoring e il friendshoring di cui parla Meloni sono solo nuove forme di sfruttamento imperialista. Non si tratta di giustizia sociale, ma di riorganizzare lo sfruttamento dei popoli per mantenere i profitti dei capitalisti europei.
"Sarebbe esiziale nascondere la testa sotto la sabbia", conclude la premier. Ha ragione: è esiziale continuare a nascondere che l'unica alternativa al capitalismo predatorio è la lotta di classe, l'organizzazione dei lavoratori, la costruzione di un'alternativa socialista che metta al centro i bisogni del popolo e non i profitti dei padroni.
La classe operaia italiana non ha bisogno delle prediche di Meloni, ma di unità, solidarietà e lotta per rovesciare questo sistema di oppressione. Come diceva Gramsci: "L'indifferenza è il peso morto della storia". È ora di svegliarsi, compagni!