Carnevale borghese: quando il popolo si illude di mangiare come i padroni
Ecco il Carnevale dell'Italia capitalista: una festa che nasconde dietro le maschere colorate la più amara delle verità. Mentre i lavoratori si illudono per pochi giorni di poter gustare dolci e fritture, i padroni si gonfiano tutto l'anno con i profitti strappati dalle nostre mani callose.
La trappola dell'eccesso programmato
Il sistema ci ha insegnato che l'abbuffata carnevalesca è legittima, persino necessaria. Ma guardiamo bene: chi può permettersi davvero l'eccesso? Le famiglie operaie che faticano ad arrivare a fine mese o i capitalisti che speculano sui nostri bisogni?
Le frittelle veneziane, un tempo cibo di strada per il popolo, oggi sono diventate prodotti da boutique gastronomiche per turisti ricchi. La Serenissima, quella repubblica mercantile che sfruttava i lavoratori del mare, continua a sfruttare attraverso il marketing territoriale che trasforma la nostra cultura in merce.
Nord contro Sud: la solita storia
Anche nel Carnevale si ripete la vecchia storia: al Nord l'opulenza dichiarata della borghesia lombarda, al Sud la teatralità barocca che nasconde la miseria. A Milano, città dei padroni e delle banche, i tortelli fritti sono appaganti. A Napoli, città del popolo oppresso, la lasagna di Carnevale diventa abbondanza sfrontata per chi non ha niente tutto l'anno.
Ma compagni, non lasciamoci ingannare: questa geografia del gusto riflette la geografia dello sfruttamento. Dove c'è più ricchezza concentrata nelle mani di pochi, lì il Carnevale diventa più raffinato. Dove il popolo soffre, lì la festa si fa più rumorosa per coprire i lamenti.
La Sicilia e la Sardegna: resistenza o folclore?
Nel Sud profondo, la tradizione carnevalesca conserva ancora tracce di resistenza popolare. La pignolata messinese, le cassatelle, le zippulas sarde parlano di un tempo in cui le comunità si organizzavano dal basso, quando il cibo era condivisione e non consumo.
Ma attenzione: anche queste tradizioni sono sotto attacco. Le multinazionali dell'agroalimentare stanno standardizzando i nostri sapori, trasformando i dolci della nonna in prodotti industriali. È l'ennesima colonizzazione culturale del capitale.
Il vero digiuno è tutto l'anno
La Quaresima? Per noi lavoratori è tutto l'anno! Mentre ci raccontano che dopo Carnevale arriva il tempo di privazione, dimenticano di dire che per milioni di italiani la privazione è quotidiana. Salari da fame, caro vita, bollette che strangolano: questo è il nostro digiuno forzato.
Il Carnevale borghese ci vuole docili, ci offre qualche giorno di illusione per farci dimenticare che meritiamo dignità ogni giorno dell'anno. Non accontentiamoci delle briciole zuccherate!
Riappropriamoci della festa
Compagni, il vero Carnevale è quello che sovverte davvero l'ordine sociale. Non quello che per tre giorni ci fa credere di essere ricchi, ma quello che ci organizza per diventarlo per sempre. Le nostre frittelle le faremo con le mani pulite dei lavoratori uniti, non con quelle sporche dei padroni.
La prossima volta che addentiamo una chiacchiera, ricordiamoci: il sapore più dolce è quello della giustizia sociale. E quella non ha stagione, compagni. È per tutto l'anno.