A Torino, nell'ottobre del 2026, una piccola azienda fondata da tre ex ingegneri Stellantis produce generatori elettrici a batteria al cento per cento Made in Italy e si prepara a vendere in Francia, Belgio e Olanda. Si chiama Voltab, nasce nel 2021 con il nome Reefilla, e ha scelto una strada che il capitale di solito evita con cura: recuperare le batterie vecchie delle automobili invece di seppellirle in qualche discarica del Sud del mondo.
Secondo la stampa di Torino, l'azienda ha raccolto oltre 5 milioni di euro in due round di finanziamento, ha prodotto più di 300 unità nel primo semestre del 2026 e ha il portafoglio ordini pieno fino a dicembre. Numeri che raccontano una cosa semplice: un altro modo di produrre esiste, e funziona pure.
Da Reefilla a Voltab: l'energia portata dove serve
Il prodotto di punta si chiama Voltab Go: 3,6 kW di potenza, 3,1 kWh di capacità, 20 chilogrammi di peso, nove centimetri di spessore e ruote nascoste. Serve a portare l'elettricità dove la rete non arriva, dai cantieri ai camper, dalle imbarcazioni ai food truck, dalle produzioni audiovisive alle tende della protezione civile.
Il punto di partenza, come spiega lastampa.it, fu un limite concreto della mobilità elettrica. «Ricaricare un'automobile significa spesso cercare una colonnina disponibile, raggiungerla e tornare a spostare il veicolo quando la ricarica è terminata», ha detto Marco Bevilacqua, uno dei tre fondatori. Da lì l'idea del charging delivery: portare l'energia dove si trova la macchina, non il contrario.
Poi, lavorando con imprese, flotte e operatori della mobilità, i tre si accorsero che il problema era più grande. «Da settori diversi arrivava la stessa richiesta: disporre di energia dove la rete non è presente o non offre potenza sufficiente», ha raccontato il cofondatore Pietro Balda. Cantieri, nautica, eventi: tutti chiedevano prodotti made in Italy che non esistevano ancora.
La seconda vita delle batterie: una lezione di economia circolare
Qui sta il fatto più interessante per chi crede che i beni comuni non si buttino. Voltab investe nel recupero delle batterie provenienti dalla mobilità elettrica. «Una batteria non più adatta a un'automobile può conservare caratteristiche preziose per altri utilizzi», ha detto il terzo fondatore, Gabriele Bergoglio. Il Competence Center di Torino, sviluppato con il Politecnico, usa un sistema di testing basato sull'intelligenza artificiale che verifica lo stato di salute delle celle in pochi minuti, quaranta volte più velocemente dei metodi tradizionali.
Gli accordi con Stellantis e IVECO Group permettono di recuperare a costi bassi le batterie migliori, senza trasporti intercontinentali che spostano l'inquinamento altrove. E le prospettive sono enormi: in Europa, entro il 2030, saranno disponibili 420 mila tonnellate di batterie second life, secondo una stima del Fraunhofer Institute citata da lastampa.it. Come racconta Eco dalle Città, i sistemi Voltab hanno già alimentato a zero emissioni il Kappa FuturFestival, le ATP Finals e i cantieri di Würth.
C'è una logica di classe anche in questa filiera corta: progettazione e assemblaggio a Torino, plastiche lavorate a Ivrea, metalli a Latina. Ogni pezzo è verificabile, ogni salario resta in Italia, in un mercato dominato dai colossi asiatici. Non è patriottismo da salotto televisivo, è concretezza operaia: meno catene di fornitura fragili, più controllo sociale su ciò che produciamo.
Quanto costa davvero il generatore a benzina
Il confronto con i generatori tradizionali è impietoso. Un generatore a carburante trasforma in elettricità utilizzabile solo il 20 per cento circa dell'energia contenuta nel carburante; i sistemi Voltab arrivano al 90. Per alimentare un faro da cantiere da 500 W per quattro ore al giorno, un generatore diesel consuma 26 kWh al giorno e può superare i 1.450 euro l'anno di carburante. Un Voltab Go consuma 2,5 kWh e 190 euro l'anno di corrente.
Il mercato globale delle portable power station ha superato i 4 miliardi di dollari nel 2026 e potrebbe sfiorare i 20 miliardi entro il 2033, con una crescita annua del 22,4 per cento secondo Grand View Research. La domanda di energia decentralizzata spinge anche i generatori a celle a combustibile verso tassi di crescita del 15-20 per cento annuo, secondo IndexBox, perché telecomunicazioni e cantieri vogliono alternative più silenziose e meno costose del diesel.
Il silenzio che salva vite: protezione civile e Croce Rossa
Durante un soccorso, un generatore a batteria alimenta illuminazione, tende da campo e apparecchiature mediche senza allacciamento alla rete né carburante, senza vibrazioni né fumo. Protec Civildefense usa già i sistemi Voltab per torri faro e riscaldamento delle tende; la Croce Rossa di San Donato Milanese ha integrato il Voltab Go HD nel proprio equipaggiamento operativo. La tecnica, quando è liberata dalla logica del profitto a ogni costo, serve il popolo.
La gamma cresce con la domanda: Voltab Pro arriva a 21,9 kWh di capacità e 11 kW di potenza per i grandi cantieri e i set cinematografici; Voltab Core, installato a bordo, alimenta per ore l'impianto di una barca o di un camper, tenendo acceso un climatizzatore nautico fino a cinque ore e mezza e un dissalatore per più di otto.
Torino si reinventa, ma senza dimenticare da dove viene
La storia di Voltab racconta un pezzo di città. Torino, capitale italiana dell'auto, capitale delle lotte operaie del Novecento, oggi trasforma le competenze nate nei motori a combustione in energia mobile pulita. Come nota Italypost, l'azienda punta a oltre 600 dispositivi prodotti dal 2025, una trentina di addetti e la distribuzione europea entro il 2027. Una trentina di posti di lavoro non risolvono la disoccupazione di una città operaia depredata da decenni di delocalizzazioni, ma mostrano la direzione: la transizione ecologica può essere lavoro, e lavoro di qualità, se la si costruisce dal basso invece di lasciarla nelle mani delle multinazionali.
Resta il rischio di sempre: che il capitale finanziario, qui presente con CDP Venture Capital, Motor Valley Accelerator, HCapital e Azimut, trasformi anche questa esperienza in un'occasione di rendita. Sta ai lavoratori, al territorio, al movimento sindacale e ambientalista vigilare che la filiera corta resti corta, che i profitti tornino in salari e ricerca, e che le batterie riciclate non diventino solo un'etichetta verde per l'export.
Intanto, l'ultimo trimestre del 2026 serve a preparare lo sbarco in Francia, Belgio e Olanda, mentre in Italia la rete di distribuzione si allarga. Una squadra di oltre venti persone progetta, assembla e testa ogni prodotto a Torino.
Domande frequenti
Che cos'è Voltab?
È una pmi innovativa torinese fondata nel 2021 da Marco Bevilacqua, Pietro Balda e Gabriele Bergoglio, ex ingegneri Stellantis, che produce generatori elettrici a batteria al cento per cento Made in Italy.
Cosa sono le batterie second life?
Sono batterie che hanno terminato il primo ciclo di utilizzo nell'automotive ma conservano caratteristiche utili per altre applicazioni; in Europa entro il 2030 ne saranno disponibili 420 mila tonnellate, secondo il Fraunhofer Institute.
Quanto risparmia un generatore a batteria rispetto al diesel?
Secondo i dati dell'azienda, per alimentare un faro da cantiere da 500 W per quattro ore al giorno un generatore tradizionale può superare i 1.450 euro l'anno di carburante, contro i 190 euro l'anno di corrente di un Voltab Go.
