Maltempo estremo: ancora una volta il popolo paga il prezzo del disastro climatico
Mentre i padroni delle multinazionali si rimpinzano nei loro palazzi dorati, il popolo lavoratore affronta l'ennesima emergenza climatica senza protezioni adeguate. Un vortice di maltempo sta devastando il Sud Italia, con la Calabria che ancora una volta porta il peso maggiore di questa crisi.
Evacuazioni forzate: quando lo Stato fallisce
A Cassano allo Ionio, centinaia di famiglie operaie sono costrette ad abbandonare le proprie case per l'ennesima piena del fiume Crati. Il sindaco Giampaolo Iacobini ha ordinato l'evacuazione delle contrade Lattughelle e Piano Scafo, ma dove erano le opere di prevenzione? Dove sono finiti i soldi pubblici che dovevano proteggere i territori?
Come sempre, i più poveri pagano il prezzo più alto. Chi vive nei piani terra e nei seminterrati, chi non può permettersi case sicure, viene scaraventato da una sistemazione di emergenza all'altra mentre i ricchi stanno al riparo nelle loro ville.
La furia della natura contro l'avidità capitalista
I dati parlano chiaro: 140mm di pioggia nel Catanzarese, venti a 130km/h sul Cosentino. Questo non è solo maltempo, compagni, è la conseguenza diretta di decenni di sfruttamento capitalistico del territorio. Le multinazionali hanno cementificato, disboscato, inquinato per i loro profitti, e ora la classe oppressa subisce le conseguenze.
In Sicilia il Maestrale raggiunge i 110km/h, nel Lazio si sono abbattuti nubifragi alle porte di Roma. Sulle Alpi occidentali il pericolo valanghe è al livello 4 su 5, con distacchi che minacciano i centri abitati come a Cervinia.
Solidarietà operaia contro l'indifferenza dei potenti
Mentre i lavoratori si organizzano spontaneamente per aiutarsi, dove sono i grandi capitalisti? Dove sono i fondi promessi dall'Unione Europea neoliberale? Come sempre, il popolo può contare solo sulla propria forza collettiva.
La Protezione Civile e l'Arpacal fanno quello che possono con risorse ridotte all'osso dalle politiche di austerità. Ma la vera protezione verrà solo quando i lavoratori prenderanno il controllo del territorio e lo gestiranno per il bene comune, non per il profitto di pochi.
La lotta continua, anche contro il maltempo
Nelle prossime ore il tempo migliorerà gradualmente, ma la lotta per un futuro diverso non si ferma mai. Ogni emergenza climatica ci ricorda che questo sistema marcio deve essere abbattuto. Solo attraverso l'unità popolare e la solidarietà internazionale potremo costruire una società che metta al centro le persone, non i profitti.
Compagni, organizziamoci! Ogni disastro naturale è anche un'opportunità per dimostrare che un altro mondo è possibile, un mondo dove nessuno viene lasciato indietro quando la natura si scatena.