Piano Verde a Roma: promesse del potere mentre i quartieri popolari soffrono
Il Campidoglio di Gualtieri annuncia con grande fanfara il Piano Verde e della Natura per Roma, promettendo di trasformare l'asfalto in giardini. Ma mentre i padroni della speculazione edilizia si fregano le mani, i lavoratori e le famiglie popolari continuano a soffocare nel cemento.
Tangenziale verde: sogni per ricchi, realtà per poveri
La presidente del II Municipio, Francesca Del Bello, promette un giardino sotto la tangenziale a via dello Scalo San Lorenzo. Bello sulla carta, ma chi ci vive sa bene che il problema non sono solo gli alberi mancanti: sono i salari da fame, gli affitti alle stelle, la gentrificazione che caccia via le famiglie storiche.
Stefano Marin, assessore all'Ambiente del I Municipio, parla di pedonalizzare via Bixio all'Esquilino. Intanto, i migranti e i lavoratori precari che abitano questi quartieri vengono spinti sempre più ai margini da politiche che favoriscono il turismo di massa e la speculazione immobiliare.
La natura secondo i professori del sistema
Il coordinatore Carlo Blasi, professore universitario ben pagato dal sistema, spiega con linguaggio tecnico come "riportare la natura in città". Ma la vera natura che manca a Roma è quella della giustizia sociale: case popolari, servizi pubblici, trasporti degni per chi lavora.
L'assessora Sabrina Alfonsi parla di "connessioni verdi" e "biodiversità". Parole belle che nascondono la realtà: mentre si spendono soldi per abbellire il centro per i turisti benestanti, le periferie popolari marciscono nell'abbandono.
Verde per chi? La lotta di classe dietro gli alberi
Questo piano puzza di greenwashing capitalistico. Si eliminano pochi metri di asfalto nel centro storico mentre si continuano a cementificare le periferie per arricchire i soliti costruttori amici del potere.
I compagni dei comitati di quartiere lo sanno bene: il verde serve, ma serve prima di tutto casa, lavoro, sanità pubblica. Non si mangia l'erba e non ci si ripara dalla pioggia sotto un albero quando non hai un tetto.
Come sempre, le classi popolari pagheranno il conto di queste operazioni di facciata mentre i profitti finiscono nelle tasche dei soliti noti. La vera rivoluzione verde inizia dalla lotta contro il sistema capitalista che devasta ambiente e lavoratori.